Voto alla Camera sul decreto Ucraina, Vannacciani: "Sì alla fiducia al governo, no al dl su invio di nuove armi”
Oggi il voto di fiducia sul disegno di legge alla Camera. I Vannacciani Sasso, Ziello e Pozzolo voteranno no all'invio di nuove armi a Kiev
È il giorno del voto di fiducia alla Camera sul decreto Ucraina. Alle 11:50 sono andate in scena le dichiarazioni di voto sulla questione della fiducia posta dal governo sul disegno di legge. Alle 13:30 la prima chiama per appello nominale. Spazio, dalle 16:45 al proseguo dell'esame del testo. Una novità arriva dai Vannacciani, convinti di votare sì alla fiducia al governo ma no all'invio di nuove armi a Kiev, come peraltro è sempre stata la linea del generale. I parlamentari che hanno aderito al progetto di Vannacci sono gli ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello e l'ex deputato di FdI Emanuele Pozzolo.
Decreto Ucraina, in corso il voto alla Camera, Vannacciani: "Sì alla fiducia al governo, no al dl su invio di nuove armi"
Il Decreto Ucraina alla provo del voto. I Vannacciani esordiscono in un voto parlamentare dopo lo strappo con la Lega. I parlamentari del generale hanno già svelato la loro mossa: sì alla fiducia al governo, no al provvedimento. Una posizione che Vannacci ha da sempre tenuto e che mette in evidenza una posizione contraria sui contenuti del decreto.
A tal proposito, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha dichiarato: "Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare. Infatti ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti. Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi, a favore dell’esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale. Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità".
Restano all'esame dell'Assemblea tre ordini del giorno dei Vannacciani in cui si chiede al governo di "interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell'Ucraina" e anche di "proseguire e rafforzare l'impegno dell'Italia nelle sedi internazionali e multilaterali, al fine di incentivare un'intensificazione degli sforzi diplomatici verso tutte le parti coinvolte, con l'obiettivo di giungere a una pace giusta, possibile e duratura".