Cuba, Onu tratta con Usa e propone piano da $94,1mln per import petrolio a scopo umanitario: "Rischiamo perdita di vite umane"

L'Onu propone un piano per consegnare a Cuba scorte di petrolio, ma per farlo servono trattative con Washington mentre in Centro America arrivano le prime Flotille in aiuto alla popolazione

Un piano di emergenza da 94,1 milioni di dollari per consentire le importazioni energetiche a Cuba come misura umanitaria volta a rompere l'embargo petrolifero statunitense e aiutare i cittadini dell'Isola. È questa la proposta avanzata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) e che dovrà essere discussa con Washington affinché le parti arrivino ad un accordo tramite modello di tracciabilità. La situazione a Cuba è grave, come più volte segnalato da organizzazioni umanitarie, e ora l'Onu è al lavoro per mitigare gli effetti delle politiche sanzionatorie cubane. Peccato che - paradossalmente - l'Onu si trovi nelle condizioni di dover trattare con gli Usa per poter svolgere il suo ruolo di garante del diritto internazionale e promotore del rispetto dei diritti umani.

Cuba, Onu tratta con Usa e propone piano da $94,1mln per import petrolio a scopo umanitario: "Rischiamo perdita di vite umane"

Il piano proposto dall'Onu è un intervento di emergenza volto a garantire l'importazione di petrolio nell'Isola lavorando sul tracciamento dei carburanti in trattativa con Washington. La situazione disastrosa a cui ha portato l'inasprimento delle sanzioni verso l'Isola (esistenti già dagli anni Sessanta) da parte statunitense, ha prodotto importanti effetti a catena. Tre giorni fa infatti, è arrivata a Cuba la prima barca appartenente alla Flotilla Nuestra America, contenente circa 30 tonnellate di aiuti umanitari, compresi pannelli solarimedicinaliprodotti sanitari di prima necessità.

Le accuse contro Washington sono pesanti: "sta soffocando l'Isola, tagliando la fornitura di carburanti, i voli e i beni essenziali per la sopravvivenza" ha dichiarato l'associazione Internacional Progresista. La sanità è ormai al collasso, gli alimenti scarseggiano: "Se la situazione attuale continua e si esauriscono le riserve di combustibile del Paese, temiamo un rapido deterioramento, con la possibile perdita di vite" è il monito di Francisco Pichón, coordinatore Onu a Cuba.

È lui a chiarire che la "fattibilità" del piano emergenziale da 94,1 milioni di dollari dipenderà "da soluzioni in materia di combustibile". Un piano che non ha, al momento, ancora ricevuto l'ok, mentre si apprende che alcuni attivisti partiti alla volta dell'Isola sono stati fermati a Panama e Miami. A Miami gli attivisti - lamentano - sono stati fermati "senza alcuna spiegazione per ore, nessuna trasparenza e nessun rispetto per un’azione umanitaria". Quanto è accaduto a Gaza con la Sumud Flotilla rischia ora, pur in modo diverso, di verificarsi a Cuba.