Cuba, "da Usa 30mila barili di carburante al settore privato dell'Isola da inizio gennaio: mossa per indebolire imprese statali"

Secondo documenti di spedizione, dagli Stati Uniti sarebbero partiti circa 30mila barili di carburante per rifornire i settori privati a gestione comunista. Nonostante l'embargo, la mossa Usa è strategica a rafforzare il privato rispetto al pubblico, facendo dipendere dal primo i bisogni della popolazione (e dunque influenzandone la scelta politica)

Circa 30 mila barili di carburante sono stati spediti da fornitori statunitensi verso Cuba per alimentare solo il settore privato del Paese, a gestione comunista. È questa l'ulteriore mossa condotta dagli Stati Uniti negli ultimi tre mesi nonostante gli stessi abbiano imposto un durissimo embargo all'Isola caraibica impedendo importazioni di petrolio da Paesi esteri. La notizia può colpire per l'apparente parossismo rispetto alla linea dura dell'amministrazione Trump verso L'Avana, ma in realtà contribuisce ad una strategia di orientamento politico nell'Isola ben preciso: aumentare il business privato a discapito di quello pubblico, facendo così dipendere le necessità dei cubani da settori che non siano statali.

Cuba, "da Usa 30mila barili di carburante al settore privato dell'Isola da inizio gennaio: mossa per indebolire imprese statali"

Non si tratta solo di isolare Cuba dall'aiuto esterno, ma di far sì che gli Usa siano il solo Paese a poter garantire quell'aiuto peraltro non in maniera generalizzata ma mirata, ancora una volta escludendo tutto ciò che abbia a che fare con strutture statali. In altre parole: togliere dalle mani del Governo di L'avana l'accentramento della materia prima più importante, petrolio e carburante. Secondo documenti di spedizione visionati da Reuters, da Gennaio - ossia da quando Washington ha dato il via allo "stato di emergenza" ponendo dazi a chiunque fornisca greggio a Cuba - ad oggi dagli Usa sarebbero partiti ben 30.000 barili di carburante destinati al piccolo ma vitale settore privato a gestione comunista. Nulla è stato dato alle imprese statali, e per una ragione chiarita dallo stesso Marco Rubio: "Mettere il settore privato e i singoli cubani privati - non affiliati al governo, non affiliati ai militari - in una posizione privilegiata".

30.000 barili equivalgono ad una ridotta frazione del fabbisogno dei cittadini cubani, se confrontata alle precedenti richieste di L'Avana di ottenere 100 mila barili al giorno per necessità legate a trasporti, servizi pubblici, centrali elettriche. Le navi che hanno rifornito i privati di carburante sarebbero almeno 61: molte hanno scaricato il prodotto a Mariel, e proverrebbero soprattutto da FloridaLouisiana (Southwest Pass). Alla luce di ciò, il settore privato cubano è quello che sta trasformandosi nel vero sistema di distribuzione alimentare-energetica per l'Isola. Dirottare il carburante verso i settori privati anziché pubblici significa far dipendere i bisogni dei cittadini dai privati e non più dallo Stato. La mossa statunitense è funzionale a dirottare le scelte politiche collettive lontano dal Governo nazionale.