Iran, Trump alza la posta: inviati oltre 2.200 marines dell'11° MEU a bordo di USS Boxer, "in arrivo entro prossima settimana"

Sono in viaggio, nelle acque dell'Indo-Pacifico, migliaia di soldati americani appartenenti all'11esima Unità di Spedizione aeroterrestre, insieme a tre navi da guerra di cui una la USS Boxer. Il contingente bellico, unito alla USS Tripoli partita dal Giappone nei giorni scorsi, mira ad aumentare il pressing sull'Iran circa il controllo di Hormuz e la conquista di Kharg

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è pronto ad aprire una nuova fase nella guerra contro l'Iran, una fase che preveda il massiccio rafforzamento della presenza di soldati americani in Medio Oriente. A quanto risulta, tre navi da guerramigliaia di Marines stanno attualmente viaggiando verso la regione attraverso l'Indo-Pacifico e prevedono di arrivare vicino all'Iran "già la prossima settimana". Si tratterebbe, secondo fonti Usa, delle navi USS Boxer (nave d'assalto anfibia) e delle USS PortlandUSS Comstock (navi da sbarco) con all'interno oltre 2.200 Marines, per un totale di 4mila soldati.

Iran, Trump alza la posta: inviati oltre 2.200 marines della 11° MEU a bordo di USS Boxer, "in arrivo entro prossima settimana"

Il Presidente Usa Donald Trump ha autorizzato a fare ciò che, fino a qualche settimana fa, definiva come una potenziale "perdita di tempo": l'invio di boots on the ground nella regione mediorientale. Si tratta di una nuova mossa del tycoon volta ad alzare la posta in gioco inasprendo le condizioni con le quali ottenere dall'Iran un allentamento del controllo sullo Stretto di Hormuz. Due, secondo fonti informate, sono gli obiettivi-chiave dell'invio di migliaia di Marines: da un lato, proteggere la navigazione commerciale (e dunque il mercato energetico) garantendo il più possibile la percorribilità di Hormuz; dall'altro, la conquista dell'Isola di Kharg, il più grande terminale petrolifero iraniano. Smentendo così le precedenti affermazioni - ma sempre coerente con la strategia bellica più efficace per poter ottenere una exit strategy da "vincitore" -, 'The Donald' ha così approvato il piano dell'invio di circa 2.200-2.500 soldati a bordo di tre navi militari Usa. I Marines inviati appartengono alla 11° MEU (Marine Expeditionary Unit), l'Unità di Spedizione composta da una Task Force Aeroterrestre.

Con un corpo armato on the ground di già circa 50mila soldati nella regione, l'arsenale militare statunitense è pronto ad allargarsi con nuove navi da guerra che, in questo momento, starebbero attraversando le acque dell'Indo-Pacifico. Tra le navi schierate c'è la USS Boxer con base in California (San Diego), nave d'assalto anfibia di classe Wasp che funge anche da mini-portaerei; e le navi da sbarco anfibie USS Portland e USS Comstock. A tutto ciò si aggiunge un'ulteriore unità di spedizione di dimensioni simili, già partita lo scorso 13 Marzo: si tratta della USS Tripoli con sede in Giappone, oltre a due navi di supporto. Mercoledì 18 Marzo la USS Tripoli è stata avvistata mentre attraversava lo Stretto di Malacca, a nord di Singapore.

"L'esercito statunitense ha accelerato il dispiegamento di migliaia di Marines e marinai per contribuire a rafforzare le truppe Usa in Medio Oriente" hanno fatto sapere fonti informate ai microfoni di Newsmax. Queste informazioni, che suggeriscono un chiaro allungamento del conflitto in Medio Oriente a dispetto delle prime "ingenue" previsioni del tycoon, fanno eco a recenti dichiarazioni rilasciate proprio da Trump circa il rifiuto degli alleati NATO di intervenire a Hormuz. Definendo l'alleanza atlantica "ingrata", 'The Donald' ha assicurato: "Non abbiamo bisogno di nessuno, non vogliamo l'aiuto della Nato. Siamo il paese più potente del mondo", dimenticando però l'appoggio garantito a Washington dai partner del Golfo (quali Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita).