Stretto di Hormuz, Trump minaccia la Nato: “Ci aiuti ad aprirlo o conseguenze negative”, e sull’Iran: “Non pronto ad accordo”

Trump minaccia gli Alleati e chiude le porte ad un accordo con Teheran

Donald Trump minaccia la Nato sullo Stretto di Hormuz, e in un'intervista asserisce che "se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro dell'Alleanza atlantica". E sull'Iran: "Stiamo parlando per un accordo ma non sono ancora pronti".

Stretto di Hormuz, Trump minaccia la Nato: “Ci aiuti ad aprirlo o conseguenze negative”

Trump si esprime sulla riapertura del corridoio per il trasporto del petrolio, lo Stretto di Hormuz, e lo fa minacciando la Nato. "È del tutto normale che quanti traggono profitto da questo stretto contribuiscano a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù", ha poi aggiunto il tycoon, sostenendo che Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio proveniente dal Golfo, a differenza degli Stati Uniti. 

Le parole del presidente americano sono arrivate all'indomani dell'appello a Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Gran Bretagna perché si uniscano allo "sforzo congiunto" per sbloccare lo Stretto in cui transita il 20% del petrolio mondiale. Tuttavia, lo stesso tycoon si è mostrato scettico sulle possibilità che gli alleati degli Usa accolgano le sue richieste. "Abbiamo un'organizzazione chiamata Nato. Siamo stati molto generosi. Non eravamo tenuti ad aiutarli per la questione dell'Ucraina. L'Ucraina dista migliaia di chilometri da noi, eppure li abbiamo aiutati. Ora vedremo se saranno loro ad aiutare noi. Perché sostengo da tempo che noi ci saremo per loro, ma loro non ci saranno per noi. E non sono affatto sicuro che, alla prova dei fatti, ci saranno", ha poi affermato il presidente americano in merito al ruolo degli Alleati.

Trump sull'Iran: "Non pronto ad accordo"

Trump si è soffermato anche sull'Iran, Paese aggredito da Usa e Israele, su cui un accordo sembra ancora lontano. "L'Iran vuole concludere un accordo, ma io non voglio farlo perché le condizioni non sono ancora abbastanza buone", ha detto, chiudendo di fatto per il momento le porte ad un'intesa che possa far cessare il conflitto.