Stretto Hormuz, Trump chiede militarizzazione, cauta apertura solo da Seul e Londra; Araghchi: "Non peggiorate conflitto, Mojtaba vivo"

Londra e Seul aprono a valutazioni dopo l'appello del Presidente Usa di militarizzare lo Stretto di Hormuz per consentire il transito sicuro alle imbarcazioni. Araghchi avverte i Paesi stranieri: "Non immischiatevi", poi la conferma del "buono stato di salute" della Guida Suprema

La sicurezza dello Stretto di Hormuz resta una "priorità" che va garantita con "tutte le opzioni possibili": a farlo sapere è Ed Miliband, ministro per l'Energia del Regno Unito mentre la questione "Stretto di Hormuz" torna al centro della preoccupazione internazionale dopo l'appello alla sua militarizzazione lanciato da 'The Donald'. Intanto, dalla Corea del Sud arrivano aperture e disponibilità a "valutare con attenzione" la proposta di Trump, mentre dall'Iran il ministro degli Esteri Araghchi avverte: "Astenetevi da azioni che potrebbero aggravare il conflitto".

Stretto Hormuz, Trump chiede militarizzazione, cauta apertura solo da Seul e Londra; Araghchi: "Non peggiorate conflitto, Mojtaba vivo"

Il Presidente Usa Donald Trump torna a "trascinare" in un conflitto allargato anche altri partner e alleati dopo la richiesta di basi militari e gli inevitabili effetti collaterali innescatisi a catena dall'inizio della guerra. Ora, sul tavolo delle disquisizioni politiche vi è l'ultima richiesta di sostegno del tycoon: militarizzare Hormuz per rendere percorribili in tutta sicurezza, a navi, petroliere, gasoliere e cargo, il tratto marittimo. La richiesta di Trump ha invocato l'aiuto di Francia, Uk, Cina, GiapponeSud Corea, e proprio da qui, nelle ultime ore, è arrivata la conferma che tale proposta Usa sarà "valutata con attenzione".

Non è ancora certo, ma Seul si prende così del tempo per pensare se "inviare navi da guerra" in quel fondamentale collo di bottiglia che Trump tenta di tenere aperto per risolvere la crisi economica ed energetica mondiale, che lui stesso a più riprese ha detto di vedere "migliorata". In particolare, secondo dichiarazioni rese da un funzionario presidenziale sudcoreano citato dall'agenzia Yonhap, Seul si troverebbe "in comunicazione stretta" con Washington. "La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione - spiega il funzionario - sono nell'interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale. Sulla base di questo principio, speriamo che la rete logistica marittima globale torni rapidamente alla normalità".

Anche da Londra il governo Starmer lascia intendere nuove e urgenti misure per garantire la sicurezza di Hormuz, la cui riapertura è stata definita da Miliband "fondamentale". A quanto emerge, l'esecutivo britannico è in contatto con gli alleati sebbene Miliband, alla BBC, non abbia fornito ulteriori dettagli operativi. Non si è fatta attendere la risposta di Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano.

Dopo aver comunicato la "buona salute" di Mojtaba Khamenei smentendo le voci sulla sua presunta morte e confermando che l'ayatollah "governa pienamente il Paese", Araghchi ha avvertito i Paesi "ad astenersi da qualsiasi azione che possa portare un'escalation e a un'estensione del conflitto". Avvertimento comunicato durante un colloquio telefonico con l'omologo francese Jean-Noel Barrot.