Occupazione Libano, al GdI la testimonianza della prof Samara Ayoub: "Hezbollah è resistenza, viviamo nel timore che Israele ci conquisti"
Vera Colombi, Elena Migotto
Oltre 1 milione di sfollati, 2mila feriti, più di 800 vittime libanesi dall'inizio del conflitto Israele-Hezbollah. Samara Ayoub è una giovane libanese del Governatorato di Baalbek-Hermel: qui l'avanzata israeliana è lontana, ma non abbastanza da ignorarne gli effetti sociali. "L'occidente vede le Idf come corpi di "difesa" israeliani, questa è la retorica. Ma per noi sono conquistatori. A causa loro migliaia di compatrioti sono in fuga senza lavoro, all'addiaccio"
Il 3 marzo 2026 le Forze di "difesa" israeliane violavano la sovranità territoriale del Paese dei Cedri invadendo il sud del Paese dopo che Hezbollah dichiarava di entrare in guerra accanto all'Iran. Ad oggi, più di un quinto della popolazione ha lasciato la sua terra, la sua casa, familiari e amici per sfuggire all'occupazione straniera. Secondo il Ministero della Salute libanese, il numero di sfollati supera il milione, mentre le vittime sono più di 850 e i feriti più di 2mila. In quest'intervista a Samara Ayoub, insegnante di 30 anni, Il Giornale d'Italia approfondisce le dinamiche interne al Paese attraverso gli occhi, le emozioni e la soggettività di una cittadina libanese. Particolare attenzione è data all'operato del Governo libanese e al Presidente Joseph Khalil Aoun nei confronti dell'ingerenza israeliana nella regione, nonché al ruolo di Hezbollah (Ḥizbu’llāh ~ “Partito di Dio”), considerata "forza di resistenza" da tutti coloro che, come Samara, sognano un futuro di sovranità nella propria terra d'appartenenza.
Occupazione Libano, al GdI la testimonianza di Samara, cittadina libanese: "Hezbollah è resistenza, viviamo nel timore che Israele ci conquisti"
Samara ti va di raccontarci di te in relazione a questo contesto d'instabilità? Dove vivi? Hai dovuto spostarti per ragioni di sicurezza? Hai figli? Se sì, com'è essere madre in un Paese "violentato" sistematicamente da Israele?
Vivo nel Governatorato di Baalbek-Hermel nel nord-est del Libano. Sono madre di tre figli: il più grande ha sette anni mentre il più piccolo ne ha solo due. In queste circostanze non sono preoccupata per me stessa, ma solo per loro. Ogni volta che sentono bombardamenti iniziano a urlare e piangere. Quando l'esercito israeliano ha invaso il Sud mi sono subito trasferita a casa di mia nonna per stare più vicino alla mia famiglia. Mio marito, che prima andava sempre in città a lavorare, ha dovuto smettere perché troppo pericoloso. La situazione peggiora giorno dopo giorno. La maggior parte delle attività commerciali è chiusa, e proprio per questo motivo abbiamo deciso di tornare a casa nostra. Affronteremo qualunque cosa succeda senza pesare su nessun altro. Le persone infatti sono in uno stato di ansia costante. Ovunque la paura per un’escalation è forte.
Come si sta organizzando il Governo per affrontare la crisi umanitaria dovuta allo sfollamento? E che postura assume nei confronti di Israele?
Il Governo? Diciamo solo che è in ibernazione o in coma: permette che il conflitto si espanda perché è uno Stato servile per eccellenza. Non ci sono relazioni ufficiali con Israele e il Governo libanese nega qualsiasi cooperazione, ma ha un rapporto con l’America, e tutti sanno che America e Israele sono partner. Con discorsi di retorica, i politici si dicono intenzionati ad aiutarci, ma poi nulla cambia nei fatti. Bancarotta, corruzione e subordinazione ad entità esterne hanno snaturato l'esecutivo, e il popolo rassegnato non prova più fiducia in esso.
In passato, il Governo aveva già subito crisi umanitarie a seguito di operazioni belliche di Israele contro la nostra sovranità. Evacuazione simili accaddero 20 anni fa in quella che fu definita "La guerra del Libano del 2006", e due anni fa, nel 2024, durante la guerra di supporto a Gaza. Oggi, ancora una volta, la politica rimane inerme. Per quanto riguarda l'assistenza umanitaria, sono l’UNRWA e la Croce Rossa - a cui l'amministrazione si appoggia - che forniscono supporto agli sfollati. Queste organizzazioni però hanno assunto un atteggiamento ostile alla resistenza di Hezbollah e all'ambiente in cui questo opera, oltre al fatto che la loro capacità è limitata.
Conosco un'amica di Baraachit che è dovuta fuggire con marito e figlio: sono stati collocati in una scuola di Jbeil che il Governo ha allestito per gli sfollati. Ricevono cibo solo una volta al giorno, quindi deve comprare da sé gli alimenti per il figlio né ha abbastanza soldi per affittare una casa o un appartamento. In generale, il Governo ha predisposto centri di soccorso presso istituti scolastici, stadi, club, e mi risulta che il Ministero della Salute abbia dato istruzioni agli ospedali di fornire gratuitamente le cure a sfollati malati di cancro e con bisogni speciali. Tende, materassi, coperte e cibo sono spesso forniti da associazioni di beneficenza.
Le forze di occupazione dell’IDF hanno davvero Hezbollah come unico obiettivo, come affermano, oppure è solo un pretesto per impossessarsi del territorio? Il movimento di resistenza dove opera? Cosa pensano di Hezbollah i cittadini?
Naturalmente il nemico israeliano non prende di mira solo Hezbollah: crea pretesti per bombardare case, istituzioni sanitarie e associazioni affiliate a Hezbollah. Sappiamo che il loro obiettivo finale è impossessarsi della terra libanese, ma l’unico ostacolo è Hezbollah. Il nostro Governo, fin dal primo giorno di guerra, ha ordinato all’esercito libanese di ritirarsi dal sud entro il fiume Litani, permettendo a Israele di entrare senza dover combattere.
Nessuno conosce le posizioni esatte di Hezbollah. I suoi membri sono persone comuni con proprie attività, sono parte integrante della popolazione libanese. L’unica cosa che la gente sa è che sono sciiti e che le loro basi militari si trovano nelle montagne. Le zone più sicure per noi civili sono quelle a nord-ovest, il centro di Beirut e le regioni che si oppongono alle politiche di Hezbollah. Alcune di queste aree addirittura impediscono perfino agli sfollati di entrare, il che è totalmente disumano.
Hezbollah non ha purtroppo "compattato" l’opinione pubblica contro il nemico israeliano. C'è chi sostiene il Partito di Dio per aver difeso il Libano, e c'è chi lo considera la causa che trascina il Paese in guerra. Secondo me chi pensa così è ingenuo. Il piano di Israele è ben noto nella regione ed è la causa primaria che destabilizza il Medio Oriente. Hezbollah e Hamas sono nate come conseguenza delle minacce israeliane alla nostra autodeterminazione.
Dal piano "The Greater Israel" si evince come Israele voglia indebolire, se non eliminare, tutti i suoi nemici ed espandere i suoi confini. L'invasione è già in atto. Cosa ne sarà dei territori occupati? Diventeranno territori conquistati?
Il piano "The Greater Israel" fa sentire il Libano minacciato da qualsiasi espansione israeliana e alcuni ritengono che non affrontarla possa incoraggiare Israele ad avanzare. La diplomazia non ha successo con un nemico così traditore, ingannevole ed evasivo. Durante i periodi di "cessate il fuoco", Israele ha sempre colto l’opportunità per rafforzare le proprie posizioni bombardando i nostri villaggi ogni giorno. I territori meridionali sono stati occupati proprio come in Cisgiordania, e nutro poca speranza che tornino nostri. Io perciò sostengo la resistenza perché non esiste deterrente per Israele se non quella.
Cosa puoi dirci della strage a Nabi Sheet? Sembra che, in quell’attacco, operazioni Idf siano partite dal lato siriano del Golan. Vivendo nel Governatorato al confine col cosiddetto "anti-Libano", avverti minacce israeliane in quel fazzoletto di terra siriana?
In quella strage, l’esercito di occupazione israeliano prese deliberatamente di mira i civili per "proteggere" un'area che intendevano invece invadere. Sì, sembra che l'Idf provenisse proprio dal lato siriano... Considerata la libertà d'azione e l'impunità di cui beneficiano i soldati israeliani nel territorio siriano, e messo in conto l'attuale Governo di Damasco, ci sentiamo minacciati anche sul fronte orientale.
Hezbollah è tornato a essere una milizia forte che potrebbe realisticamente aiutare l’Iran nel conflitto? Come ti aspetti che evolva la guerra?
Hezbollah è considerato una forza importante in Libano. Alcuni lo vedono come una forza di resistenza mentre altri lo vedono come uno strumento dell’Iran. Con lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, la milizia della resistenza ha voluto sfruttare lo sdoppiamento delle attenzioni belliche israeliane sia verso Teheran che nel Levante, con un conseguente indebolimento di Tel Aviv sui due fronti. Hezbollah vi ha intravisto il momento opportuno per scoraggiare gli attacchi e gli assassini quotidiani che stavano violando il Libano meridionale da ormai 15 mesi. Israele ci avrebbe attaccato in ogni caso, se non ora, più avanti. Ora tutti noi temiamo un'escalation e un conflitto di logoramento, ma anche se la paura ci assale noi non ci arrendiamo.
Secondo Samara, Israele è l'occidente, e la sua narrazione ufficiale ha manipolato l'opinione pubblica dipingendo negli anni Hezbollah e Hamas unicamente come milizie terroriste che destabilizzano la regione. "Ora, immaginatevi di dover vivere in una costante condizione di paura, dove attacchi sistematici alla vostra patria minano la sua sicurezza, mentre il governo-burattino rimane inerme...Si può vivere senza speranza?" Il caso libanese, insieme a quello palestinese, dimostra proprio come questa risieda nel movimento di resistenza, il quale trova il suo epicentro nell'entità capace di contrapporsi in egual misura al governo-canaglia di Israele.