Iran, Us Navy in difficoltà senza dragamine specializzate nello Stretto di Hormuz, disponibili solo Lcs, marinai: "Inaffidabili"
Lo scorso settembre Washington ha ritirato dal Golfo Persico l'ultima delle quattro navi dragamine che operavano stabilmente nell'area. Ma le "Littoral Combat Ship" che dovrebbero sostituirle hanno "grossi problemi di affidabilità"
Mentre continuano gli attacchi statunitensi nei confronti dell'Iran, la questione della sicurezza dello Stretto di Hormuz torna a preoccupare la comunità militare internazionale. La Marina statunitense non sembrerebbe infatti disporre di navi dragamine "affidabili" e in grado di bonificare le mine che, secondo indiscrezioni, l'Iran starebbe posizionando in uno dei corridoi marittimi più importanti del mondo.
Iran, Us Navy in difficoltà senza dragamine specializzate nello Stretto di Hormuz, disponibili solo Lcs, marinai: "Inaffidabili"
Se il rischio di mine si dovesse concretizzare, gli Usa sarebbero costretti a fare un affidamento quasi esclusivo sulle Lcs, "Littoral Combat Ship", ribattezzate dai marinai "Little Crappy Ships" (ovvero "piccole navi di mer*a") per i problemi di affidabilità che mostrerebbero. Il fatto che non ci sia eventuale margine di scelta è diretta conseguenza del ritiro dell'ultima delle quattro navi dragamine dedicate disposto lo scorso settembre dagli Usa, intervento che ha messo fine a un'operazione che da anni garantiva efficaci capacità di bonifica.
Il programma Lcs, nato con l'obiettivo di offrire una piattaforma "flessibile", fin dall'inizio è stato segnato da numerose difficoltà tecniche e operative, palesatesi con le primissime unità entrate in servizio tra il 2008 e il 2010. A dimostrazione di ciò, alcuni modelli sono stati infatti ritirati dal servizio dopo solo pochi anni di impiego, a causa di "problemi rilevanti di affidabilità", tanto è vero che le navi sono state definite da alcuni critici come "uno dei più grandi fallimenti nella storia della cantieristica navale statunitense".
Attualmente la flotta conta circa trenta navi ancora attive, ma il loro impiego in un contesto delicato come quello dello Stretto di Hormuz resta oggetto di accesa discussione. Prima dello scoppio del conflitto, la CNN aveva rilevato la presenza di tre unità nella regione del Golfo, sebbene l'analista Carl Schuster, ex capitano della Marina statunitense, avesse affermato che il loro utilizzo sarebbe stato "più una trovata pubblicitaria che altro", e che la Marina le avrebbe impiegate "per far sembrare il progetto utile e giustificato" - dati i costi eccessivi dello stesso -.