Sudan, raid con droni sul Kordofan occidentale, colpiti due mercati nelle città ad Abu Zabad e Wad Banda: oltre 35 morti civili
All’inizio di marzo la coordinatrice umanitaria dell’Onu in Sudan, Louise Brown, aveva parlato di "combattimenti importanti" nella regione, denunciando la situazione di "civili intrappolati" tra le violenze
La regione del Kordofan, nel Sudan centrale, resta uno dei principali fronti della guerra tra l’esercito di Khartoum (Saf) e i paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf), un conflitto che dura ormai da quasi tre anni. Nella giornata di ieri attacchi con droni (probabilmente effettuati dalle Saf) hanno colpito due città sotto il controllo delle milizie nel Kordofan occidentale, provocando oltre 35 morti e circa sessanta feriti civili. Secondo fonti mediche locali, gli attacchi hanno preso di mira i mercati di Abu Zabad e Wad Banda.
Sudan, raid con droni sul Kordofan occidentale, colpiti due mercati nelle città ad Abu Zabad e Wad Banda: oltre 35 morti civili
Il conflitto in Sudan è iniziato il 15 aprile 2023 con lo scontro tra le forze armate guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan e i paramilitari delle Rsf comandate da Mohamed Hamdan Dagalo. Dall’inizio della guerra entrambe le parti sono state accusate dalla comunità internazionale di gravi violazioni del diritto umanitario. Indagini e rapporti, anche basati su prove raccolte da missioni delle Nazioni Unite, parlano di possibili crimini di guerra, tra cui attacchi contro civili, bombardamenti di quartieri residenziali, uccisioni di massa, stupri sistematici e uso della fame come arma di guerra. In particolare, ad Al-Fashir sono stati trovati "segni di genocidio" commessi dalle Rsf.
Solo giovedì scorso altri 50 morti erano stati segnalati dopo bombardamenti di artiglieria e nuovi attacchi con droni nella parte meridionale del Kordofan, diventato uno dei principali teatri delle operazioni militari. Nella stessa settimana velivoli senza pilota avevano colpito anche una centrale elettrica a El-Obeid, nel Kordofan Settentrionale, provocando una lunga interruzione della corrente.
All’inizio di marzo, in missione nella città di Dilling, nel Sud Kordofan, la coordinatrice umanitaria dell’Onu in Sudan, Louise Brown, aveva parlato di "combattimenti importanti" nella regione, denunciando la situazione di "civili intrappolati" tra le violenze.