Trump con macchia rossa su collo sotto orecchio dx, ipotesi fuoco di Sant’Antonio, medico Barbabella minimizza: “Eruzione cutanea”

Sulla nuova macchia rossa, i medici della Casa Bianca non hanno fornito spiegazioni dettagliate, limitandosi a chiarire che il rossore "dovrebbe continuare per alcune settimane"

Una vistosa macchia rossa sul collo di Donald Trump riaccende il dibattito sulle sue condizioni di salute. Il segno, ben visibile sotto l’orecchio destro, è stato notato durante recenti apparizioni pubbliche del presidente americano. Alcuni parlano dell’ipotesi fuoco di Sant’Antonio, mentre Il medico personale Sean Barbabella minimizza: “Eruzione cutanea”.

Trump con macchia rossa su collo sotto orecchio dx, ipotesi fuoco di Sant’Antonio, medico Barbabella minimizza: “Eruzione cutanea”

Una macchia arrossata, localizzata sotto l’orecchio destro, ha riportato l’attenzione sullo stato di salute di Donald Trump. L’episodio si inserisce in un contesto che, nell’ultimo anno, ha visto il presidente finire più volte al centro di interrogativi legati a presunti segnali di affaticamento e ad alcuni sintomi riconducibili al sistema circolatorio.

Tra questi, caviglie gonfie e lividi sul dorso delle mani, notati anche durante l’incontro del febbraio 2025 con il presidente francese Emmanuel Macron. Elementi che, pur non accompagnati da diagnosi ufficiali preoccupanti, hanno alimentato l’attenzione mediatica.

Sulla nuova macchia rossa, i medici della Casa Bianca non hanno fornito spiegazioni dettagliate, limitandosi a chiarire che il rossore "dovrebbe continuare per alcune settimane". Una precisazione che, anziché chiudere il caso, ha contribuito a mantenere vivo il dibattito.

A intervenire è stato Sean Barbabella, medico personale del presidente, che ha spiegato come Trump stia utilizzando "in funzione preventiva" una crema "molto comune" per trattare quella che viene descritta come un’eruzione cutanea. Il farmaco impiegato non è stato specificato, ma Barbabella ha aggiunto: "La sta usando per una settimana e il rossore dovrebbe durare per alcune settimane".

Al di fuori dei canali ufficiali, diversi medici indipendenti hanno avanzato alcune ipotesi. Tra le più accreditate, la dermatite da contatto, un’infiammazione cutanea provocata dal contatto diretto con sostanze irritanti o allergeni. Non viene escluso l’eczema, infiammazione cronica e pruriginosa dello strato superficiale della pelle.

Altri specialisti citano la possibilità di psoriasi, patologia infiammatoria cronica non contagiosa che si manifesta con placche eritematose ispessite e ricoperte di squame biancastre. Più remota, ma comunque considerata, l’ipotesi di un episodio di fuoco di Sant’Antonio, noto anche come Herpes Zoster, infezione virale dovuta alla riattivazione del virus della varicella, che può provocare arrossamenti e lesioni localizzate, tra gli effetti avversi del vaccino Covid.