Sudan Doctors Network al GdI: "In Kordofan e Darfur violazioni di ogni tipo, ad Al-Fashir le Rsf hanno commesso pulizia etnica"

Il dr. Mohamed Faisal della Sudan Doctors Network, organizzazione di medici sudanesi che si occupa di assistere la popolazione e monitorare la guerra, è stato intervistato dal Giornale d'Italia. Il medico ha raccontato il conflitto dal punto di vista di chi opera sul campo

Il Sudan è attanagliato dalla guerra civile. Dall'aprile 2023 le Forze di Supporto Rapido (RSF), guidate da Mohamed Hamdan Dagalo (detto Hemedti) sono in guerra con l'esercito regolare sudanese (SAF), guidato dal presidente "}},"i":0}}]}">Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan, per il controllo del Paese. Lo scontro è iniziato dopo la mancata intesa sull'integrazione dei paramilitari nell'esercito. 

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/766595/una-panoramica-del-conflitto-in-sudan-la-storia-completa-degli-eventi-dall-inizio-della-guerra-il-15-aprile-2023-al-2025.html

Da allora il Sudan è sconvolto dalla guerra, con i civili che pagano il prezzo più alto. Emblematico è il caso di Al-Fashir, capitale del Darfur Settentrionale, che dopo 500 giorni di assedio è stata conquistata dagli uomini di Hemedti: durante l'operazione sono state segnalate centinaia di violazioni dei diritti umani come stupri, esecuzioni sommarie, uccisioni di massa, fame usata come arma di guerra e violenze sui disabili. Inoltre, una missione di inchiesta ONU ha segnalato come nella città siano stati trovati "segni evidenti di genocidio", in particolare violenze commesse ai danni di etnie non arabe con l'intenzione di portare avanti una "pulizia etnica". 

Il dr. Mohamed Faisal della Sudan Doctors Network, organizzazione di medici sudanesi che si occupa di assistere e curare la popolazione e monitorare l'evoluzione del conflitto, è stato intervistato dal Giornale d'Italia. Il medico ha descritto la guerra dal punto di vista di chi opera sul campo, raccontando le sofferenze dei civili e come operano i principali attori coinvolti.

Sudan, la Sudan Doctors Network al GdI: "In Kordofan e Darfur violazioni di ogni tipo, ad Al-Fashir le Rsf hanno commesso pulizia etnica"

Cosa può dirci del lavoro della Sudan Doctors Network nel contesto del conflitto?

La nostra organizzazione opera nel Sudan, abbiamo gruppi in molte città e zone. È un'organizzazione di volontari in cui monitoriamo la situazione umanitaria e sanitaria delle zone in conflitto. Se ci sono violazioni nei confronti dei civili in queste zone, cerchiamo di documentarlo, di riportarlo e di pubblicarlo per i media locali e internazionali.

Dall’Italia riceviamo notizie allarmanti dal Sudan. Qual è la reale situazione sul terreno? 

Onestamente la situazione nel Sudan sta migliorando sotto alcuni aspetti. Il Sudan è un Paese grande. Normalmente, noi della Sudan Doctors Network dividiamo la situazione in tre regioni.

Abbiamo l'Est del Paese, il quale non è stato coinvolto in alcun modo nel conflitto. Gli Stati e le regioni centrali del paese, come Khartum, Al-Jazeera (Gezira) e Sennar, sono stati coinvolti nella guerra, ma l'esercito sudanese è riuscito a liberarli. Ora i servizi sono tornati gradualmente: la situazione e l'infrastruttura sanitaria si sono riprese quasi completamente e gli ospedali e i servizi sono tornati.

Nella parte occidentale invece, nel Kordofan e nel Darfur, la situazione non è per nulla buona. Vediamo violazioni di ogni tipo e di ogni modo. Vediamo violazioni ai diritti umani, vediamo violazioni alla salute e attacchi sistematici alle infrastrutture sanitarie di queste regioni. Le RSF tendono ad attaccare con droni e artiglieria tutti gli ospedali e tutte le strutture sanitarie presenti in queste aree.

Questo ha avuto un impatto significativo sui sistemi sanitari di queste regioni. In Darfur il sistema sanitario è quasi paralizzato. La situazione è simile nel Kordofan Settentrionale e nel Kordofan Occidentale, tuttavia dopo la liberazione di queste due regioni la situazione sta migliorando gradualmente.

Oggi, mentre stiamo parlando, le RSF hanno attaccato l'ospedale britannico in Al-Ubaid, che è la capitale dello Stato del Kordofan Settentrionale, e questo ha causato un numero significante di feriti tra gli operatori sanitari e i malati.

Bambini, donne, anziani — sono tutti vittime delle RSF. Cosa vedi nei loro occhi quando vengono curati? Cosa ti dicono?

Purtroppo i bambini, le donne e gli anziani non sono esclusi da questa guerra. 

Nel Sudan, dopo l'indipendenza del Paese nel 1956, abbiamo visto molte guerre, ma non tutte hanno visto un coinvolgimento dei civili come parte della equazione. Purtroppo, in questo conflitto le RSF stanno sistematicamente attaccando i gruppi vulnerabili della popolazione, in particolare i bambini, le donne e gli anziani, attaccando i sistemi sanitari, commettendo molte aggressioni sessuali e stupri contro le donne, attaccando i bambini e uccidendoli, compiendo uccisioni di massa ed esecuzioni in strada su base etnica. Quindi abbiamo visto diverse varietà di violazioni dei diritti umani, che è qualcosa di veramente allarmante e preoccupante.

Le Nazioni Unite hanno appena dichiarato che ad Al-Fashir le RSF hanno commesso atti che mostrano "segni evidenti di genocidio". Che cosa ne pensa? Le comunità non arabe sono in pericolo in tutto il Sudan?

Ciò che l'RSF hanno commesso ad Al-Fashir è pulizia etnica. Non c'è alcun dubbio su questo.

Per le persone che hanno un po' di conoscenza del background della guerra in Darfur, Al-Fashir è principalmente abitata da tribù di discendenza africana, e le RSF sono tribù di decenza arabica, e hanno commesso queste atrocità sulle tribù africane, principalmente Zaghawa e Fur e Masalit. Abbiamo visto queste uccisioni sistematiche e la pulizia etnica contro queste etnie ad Al-Fashir e non c'è dubbio su questo. 

Diversi rapporti suggeriscono che anche le SAF siano responsabili della morte di molti civili. Si tratta di vittime collaterali o questi  vengono presi di mira nell’ambito di una “strategia militare”?

Noi, come Sudan Doctors Network, ci siamo assicurati di riportare tutte le violazioni verso i civili, senza omettere nulla, e teniamo un occhio vicino alla situazione. Per quanto riguarda l'esercito sudanese, i loro attacchi sono molto sistematici, e stanno colpendo le RSF e le zone da loro controllate ma non attaccano le zone piene di civili. Tuttavia abbiamo registrato esattamente due incidenti dove molte persone sono state coinvolte e ferite da uno degli attacchi con droni effettuati dall'esercito sudanese.

La maggior parte delle atrocità, la maggior parte degli attacchi sistematici verso i civili e la maggior parte di queste violazioni sono fatte dalle RSF, le violazioni delle SAF o i civili feriti a causa dei loro attacchi sono quasi nulli rispetto alle atrocità commesse dai paramilitari.

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati accusati di sostenere le RSF. Può dirci qualcosa a riguardo?

Per essere onesti, noi della Sudan Doctors Network ci concentriamo soltanto sulla situazione umanitaria e la situazione sanitaria delle zone in cui c'è conflitto. Non possiamo confermare il ruolo degli Emirati Arabi Uniti ma abbiamo visto molti rapporti di organizzazioni molto rispettate e molto fidate, come i rapporti del governo ufficiale sudanese e alcune delle prove trovate nelle zone di guerra. Poi, il ruolo degli Emirati Arabi nella guerra e nel sostenere le RSF compare in diversi rapporti stilati da organizzazioni internazionali che stanno attualmente portandoli alle Nazioni Unite per ulteriori investigazioni.

Non siamo in posizione di confermare o di rifiutare queste allegazioni.

Ci sono mercenari provenienti da altri Paesi che combattono al fianco dei paramilitari?

Riguardo i mercenari, ciò che posso confermare sono certamente alcuni mercenari dalla Colombia che stavano operando insieme alle RSF aiutandole a effettuare gli attacchi con i droni. Questo è stato confermato e abbiamo tutti visto le dichiarazioni rilasciate dal Presidente colombiano, il quale si è scusato con la nazione sudanese per queste persone.

Queste persone non rappresentano Colombia e il suo popolo. Tuttavia, certamente questi mercenari sono coinvolti nell'uccidere i cittadini sudanesi e sono finanziati e riforniti da alcune attori nella regione.

Si parla di una proposta di cessate il fuoco avanzata dagli Stati Uniti. Secondo lei funzionerà? Quale potrebbe essere un possibile percorso verso la pace?

Dall'inizio della guerra, abbiamo visto molte proposte di cessate il fuoco. Purtroppo, nessuna di queste è diventata realtà. Queste sono tutte proposte. Io, personalmente, non penso che questa funzioni, non penso che ci sia una differenza tra questa proposta e quelle precedenti. Penso che avrà un risultato simile.

Che cosa vuole oggi il popolo sudanese?

Questa è l'unica guerra nella storia recente del Paese che ha avuto i civili come parte dell'equazione del conflitto. 

I sudanesi hanno raggiunto il punto di non poter più vivere con le RSF. Penso che la fiducia sia completamente spezzata. Ogni cittadino sudanese ha sofferto molto dalle atrocità commesse da questo gruppo paramilitare verso loro, la loro famiglia o i loro amici.

Penso che la maggior parte dei sudanesi voglia che questa malattia sia completamente eradicata. La trattano come un cancro. Vogliono che sia completamente eradicata fuori dal corpo del paese.

 

Il dr. Mohamed Faisal, della Sudan Doctors Network