Israele utilizza Iron Beam per intercettare missili Hezbollah: sistema di difesa aerea che usa laser per neutralizzare bersagli

Le specifiche tecniche non sono state divulgate ufficialmente, ma diversi analisti ritengono che la potenza sviluppata sia nell’ordine dei 100 kilowatt e che abbia un raggio di azione di circa 10 chilometri (6,2 miglia). L'Iron Dome è concepito invece per intercettare missili a distanze maggiori

Nel corso della notte Hezbollah ha lanciato alcuni missili verso Israele, sostenendo l'Iran, suo alleato, dopo i bombardamenti israelo-statunitensi dei giorni scorsi. Per contrastare i razzi, provenienti dal territorio libanese, Israele ha deciso per la prima volta di impiegare il sistema Iron Beam, conosciuto ufficialmente come Laser Dome (in inglese) ed Eitan's Light (in ebraico). Questo nuovo sistema di difesa aerea, presentato nel 2014 ma entrato in funzione nel 2025, è complementare all'Iron Dome, che già nella Guerra dei 12 giorni aveva fallito l'intercettazione di alcuni missili iraniani.

Israele utilizza Iron Beam per intercettare missili Hezbollah: sistema di difesa aerea che usa laser per neutralizzare bersagli

Diversamente dall’Iron Dome, che intercetta le minacce attraverso il lancio di un missile Tamir colpendole fisicamente in volo, l’Iron Beam si basa su un laser a fibra ad alta energia. Il raggio viene concentrato sul bersaglio, surriscaldandolo e portandolo rapidamente a temperature tali da provocarne l’esplosione o la neutralizzazione nell’arco di pochi secondi. Il sistema può essere impiegato contro razzi a corto raggio, velivoli senza pilota e colpi di mortaio.

Le specifiche tecniche non sono state divulgate ufficialmente, ma diversi analisti ritengono che la potenza sviluppata sia nell’ordine dei 100 kilowatt e che abbia un raggio di azione di circa 10 chilometri (6,2 miglia). L'Iron Dome è concepito invece per intercettare missili a distanze maggiori.

L'Iron Beam rileva la minaccia tramite un sistema di sorveglianza ed essa viene poi tracciata da piattaforme veicolari per essere attaccata. Il sistema a quel punto spara centinaia di piccoli fasci laser, delle dimensioni di una moneta, contro un bersaglio. Quando un fascio colpisce il bersaglio, altri fasci vengono reindirizzati verso il punto per concentrare l'energia fino alla sua distruzione. Il bersaglio viene mantenuto sotto l’azione del laser per un intervallo compreso tra i 2 e i 5 secondi.

Una batteria Iron Beam è composta da un radar di difesa aerea , un'unità di comando e controllo e due sistemi HEL (laser ad alta energia). 

I benefici dell’Iron Beam rispetto all’Iron Dome appaiono particolarmente evidenti sotto il profilo economico: mentre ogni intercettore Tamir comporta una spesa di diverse decine di migliaia di dollari, un singolo impulso del sistema laser richiede soltanto il costo dell’energia elettrica necessaria al suo funzionamento, pari a pochi dollari, con una capacità di fuoco teoricamente illimitata. Il sistema tuttavia presenta limiti legati alle condizioni atmosferiche. Fenomeni come nebbia, precipitazioni intense, copertura nuvolosa bassa o elevate concentrazioni di polveri possono disperdere il raggio, riducendone l’efficacia.

Inoltre, la necessità di mantenere il puntamento sul bersaglio per un periodo prolungato – cinque secondi, in questo contesto operativo, rappresentano un tempo molto significativo – limita la capacità del sistema di fronteggiare attacchi multipli simultanei provenienti da direzioni differenti. Se i bersagli sono numerosi e ravvicinati, l’Iron Beam può incontrare difficoltà nel neutralizzarli in rapida successione.