Morte Khamenei dopo raid Usa-Israele su Iran, posizione ayatollah rivelata da CIA, Pezeshkian: “Uccisione è guerra a Islam”

La svolta è arrivata quando la Cia ha appreso che Khamenei avrebbe partecipato a una riunione mattutina di alti funzionari iraniani presso un complesso di comando nel centro di Teheran

La Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stata uccisa ieri in un’operazione militare coordinata tra Stati Uniti e Israele, dopo che la Cia aveva identificato con precisione la sua posizione, fornendo informazioni definite dai funzionari "ad alta fedeltà". La svolta decisiva è arrivata quando si è appreso che Khamenei avrebbe partecipato a una riunione mattutina di alti funzionari iraniani in un complesso di comando nel centro di Teheran, dettaglio che ha permesso la pianificazione dell’azione. In risposta, il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che l’uccisione della Guida suprema equivale a "una dichiarazione di guerra all’Islam".

Morte Khamenei dopo raid Usa-Israele su Iran, posizione ayatollah rivelata da CIA, Pezeshkian: “Uccisione è guerra a Islam”

La Cia ha identificato la posizione precisa della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, poco prima che gli Stati Uniti e Israele lanciassero l'attacco coordinato contro l'Iran, fornendo ciò che i funzionari descrivono come informazioni di intelligence "ad alta fedeltà" che hanno consentito l'operazione. La svolta è arrivata quando la Cia ha appreso che Khamenei avrebbe partecipato a una riunione mattutina di alti funzionari iraniani presso un complesso di comando nel centro di Teheran.

Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha reagito definendo l’uccisione della Guida suprema come "una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani", sottolineando che "vendicarne la morte è un diritto e anche un dovere legittimo". Inoltre, ha aggiunto: "L'assassinio della più alta autorità politica della Repubblica islamica dell'Iran e di un importante leader dello sciismo mondiale... è percepito come un'aperta dichiarazione di guerra contro i musulmani, e contro gli sciiti, in tutto il mondo". Per Pezeshkian, l’Iran "ritiene suo legittimo dovere e diritto vendicare gli autori e gli ideatori di questo crimine storico".

Secondo il presidente, l’uccisione della Guida suprema da parte di Stati Uniti e Israele negli attacchi del 28 febbraio rappresenta una provocazione diretta. Coloro “che hanno commesso o ordinato un crimine così storico”, ha avvertito Pezeshkian, dovranno “assumersi questa grande responsabilità".

Infine, il capo del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha promesso ritorsioni senza precedenti contro Stati Uniti e Israele. "Ieri l'Iran ha lanciato missili contro Stati Uniti e Israele e hanno fatto male. Oggi li colpiremo con una forza che non hanno mai sperimentato prima", ha scritto in un post su X, anticipando una risposta che potrebbe segnare una nuova escalation nella regione.