La Corte suprema israeliana ferma Netanyahu e sospende divieto espulsione di 37 ong da Gaza e Cisgiordania, accolto ricorso
Nonostante Israele insista sull'opera di genocidio ai danni di palestinesi e stia provando anche ad estromettere gli aiuti umanitari per la popolazione, i giudici hanno disposto il divieto all'ultima misura del governo di Tel Aviv
La Corte suprema israeliana ferma Netanyahu e sospende il divieto di espulsione di 37 ong da Gaza e dalla Cisgiordania. I giudici hanno emesso un'ingiunzione provvisoria che impedisce di espellere le organizzazioni umanitarie internazionali. Pochi giorni fa era stato presentato un ricorso da parte di 17 ong, tra cui Oxfam, Norwegian Refugee Council (Nrc) e Medici senza frontiere per bloccare la decisione del governo israeliano di espellerle entro la fine del mese, ammonendo sulle conseguenze "catastrofiche" per i civili.
La Corte suprema israeliana ferma Netanyahu e sospende divieto espulsione di 37 ong da Gaza e Cisgiordania, accolto ricorso
La Corte suprema israeliana ha negato l'espulsione di 37 ong da Gaza e dalla Cisgiordania. Nonostante Israele insista sull'opera di genocidio ai danni di palestinesi e stia provando anche ad estromettere gli aiuti umanitari per la popolazione, i giudici hanno disposto il divieto all'ultima misura del governo di Tel Aviv.
Tra le ong che avevano presentato ricorso c'è Medici senza frontiere, che chiede "un aumento massiccio degli aiuti salvavita e un accesso umanitario senza ostacoli per far fronte alla catastrofe in corso a Gaza, dove si continua a morire a causa delle violenze incessanti e delle persistenti restrizioni agli aiuti imposte dalle autorità israeliane".
"Nonostante queste politiche, Msf è determinata a rimanere e a fornire assistenza nei Territori Palestinesi Occupati il più a lungo possibile, operando grazie alla sua registrazione con l'Autorità palestinese". In base al diritto internazionale umanitario, viene quindi sottolineato, "in qualità di potenza occupante, le autorità israeliane sono tenute a garantire la fornitura di assistenza umanitaria. Tuttavia, le nuove norme restrittive, che impongono a 37 Ong di lasciare i Territori Palestinesi Occupati entro il 1° marzo 2026, minacciano di ridurre drasticamente gli aiuti già insufficienti. I governi di tutto il mondo devono garantire il rispetto delle decisioni della Corte internazionale di giustizia, tra cui quella di facilitare la fornitura di assistenza umanitaria".
Nonostante il piano di "pace" guidato dagli Stati Uniti, conclude il comunicato di Medici Senza Frontiere, "le autorità israeliane continuano a limitare fortemente e persino a negare l'accesso all'acqua, agli alloggi e alle cure mediche. Le condizioni di vita sono ancora degradanti e le violenze continuano a uccidere e ferire palestinesi ogni giorno. Nelle ultime settimane, gli aiuti umanitari che raggiungono Gaza sono diminuiti in modo significativo. In Cisgiordania, i bisogni medico-umanitari continuano ad aumentare in modo allarmante a causa dell'intensificarsi della violenza, degli sfollamenti forzati, degli attacchi armati dei coloni, delle demolizioni di case, dell'espansione degli insediamenti e degli ostacoli all’assistenza sanitaria. La revoca della registrazione di Msf da parte delle autorità israeliane sta già avendo un impatto sull’assistenza ai pazienti, poiché aggrava la pressione su un sistema sanitario devastato negli ultimi 2 anni e limitato da restrizioni persistenti sulle attrezzature e sulle forniture mediche essenziali".