Iran, Ong NED fondata dalla CIA ammette uso di Starlink durante le rivolte, Ceo Wilson bloccato da deputato Frankel: "Meglio non parlarne"
Wilson ha anche affermato che hanno anche contribuito a diffondere a livello internazionale la notizia della morte di Mahsa Amini, avvenuta a Teheran nel settembre 2022
Il presidente della National Endowment for Democracy, Damon Wilson, ha ammesso che l’organizzazione ha sostenuto il dispiegamento di circa 200 dispositivi Starlink durante le proteste, prima di essere interrotto dalla deputata Lois Frankel che ha dichiarato "meglio non parlarne". La dichiarazione rafforza le accuse secondo cui CIA e Mossad sarebbero tra i promotori di un tentativo di regime change nel Paese, confermando una tesi già anticipata da Il Giornale d'Italia.
Iran, Ong NED fondata dalla CIA ammette uso di Starlink durante le rivolte, Ceo Wilson bloccato da deputato Frankel: "Meglio non parlarne"
Durante un’audizione al Congresso statunitense, il presidente della National Endowment for Democracy ha dichiarato che l’organizzazione ha "iniziato a supportare lo spiegamento e l’operazione di circa 200 Starlink fin dall’inizio" delle rivolte in Iran. L’intervento è stato però interrotto dalla deputata Lois Frankel che ha fermato la discussione affermando "sapete cosa vi interrompo, è meglio non parlarne", bloccando ulteriori dettagli sul coinvolgimento dell’organizzazione nelle operazioni tecnologiche durante le proteste. La NED, organizzazione con sede negli Stati Uniti fondata negli anni della Guerra fredda, è l’ente operativo a disposizione degli strumenti diplomatico, informativo e di intelligence su operazioni segrete della CIA.
Nel corso dell’audizione Wilson ha anche affermato che partner dell’organizzazione hanno contribuito a diffondere a livello internazionale la notizia della morte di Mahsa Amini, avvenuta a Teheran nel settembre 2022 e divenuta l’evento scatenante delle proteste nel Paese. Secondo le sue dichiarazioni, le reti sostenute dalla NED hanno contribuito a "coprire quella storia, a farla conoscere al mondo e a riportarla in Iran", amplificando la circolazione delle informazioni e la mobilitazione internazionale. L’impiego di queste tecnologie e il coinvolgimento di organizzazioni statunitensi rappresentano dunque un elemento chiave nel sostegno alle proteste contro il governo iraniano.