Iran, portaerei più grande del mondo Uss Gerald Ford a Creta, verso Israele per difesa da attacchi Houthi e Teheran, Usa pronti a raid con B-2

La super-portaerei nucleare Usa a Creta pronta a schierarsi davanti a Israele: deterrenza contro Iran e Houthi, B-2 in allerta e flotta Usa nell’Oceano Indiano

La portaerei americana Uss Gerald R. Ford, la più grande del mondo, è ora nelle acque territoriali di Cipro. In poche ore di navigazione potrebbe raggiungere le coste israeliane, dove sarà mandata dagli Stati Uniti per difendere Tel Aviv da eventuali attacchi missilistici, altamente pericolosi e imprevedibili, da parte dell'Iran e degli Houthi yemeniti. Intanto, gli Usa sono pronti con diverse imbarcazioni da guerra e un'altra portaerei, la Uss Abraham Lincoln, fuori dallo stretto di Hormuz, nell'Oceano Indiano: l'ipotesi è quella di un insieme di raid mirati e limitati aerei con B-2 Spirit su infrastrutture critiche, bunker governativi e siti nucleari iraniani.

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La portaerei Uss Gerald R. Ford, la più grande e avanzata al mondo, si trova attualmente nelle acque di Creta e, secondo fonti della difesa, potrebbe essere dispiegata nei prossimi giorni davanti alle acque di Israele come deterrente contro possibili attacchi da parte dell’Iran e del movimento Houthi.

Entrata in servizio nel 2017, la Ford è lunga 337 metri, con un dislocamento di circa 100 mila tonnellate. È alimentata da due reattori nucleari A1B di nuova generazione che le consentono un’autonomia praticamente illimitata e una velocità superiore ai 30 nodi. Può imbarcare oltre 75 velivoli tra caccia F/A-18 Super Hornet, F-35C, aerei radar E-2D Hawkeye ed elicotteri MH-60R/S. Il sistema di lancio elettromagnetico EMALS sostituisce le tradizionali catapulte a vapore, aumentando il ritmo delle sortite fino a oltre 160 al giorno in condizioni operative intense. L’equipaggio complessivo supera le 4500 unità.

Secondo analisti militari, Washington sarebbe pronta a utilizzare bombardieri strategici B-2 Spirit per colpire siti nucleari iraniani, bunker sotterranei attribuiti alla leadership guidata da Ali Khamenei e infrastrutture critiche, escludendo però un intervento terrestre diretto. Fonti di sicurezza parlano della presenza di assetti di intelligence già attivi sul territorio iraniano per la verifica degli obiettivi.

Parallelamente, altre unità della United States Navy, inclusi cacciatorpediniere classe Arleigh Burke e incrociatori lanciamissili, sarebbero dislocate nell’Oceano Indiano e in prossimità dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale.

Israele e Stati Uniti monitorano anche la minaccia dei missili Houthi lanciati dallo Yemen. Secondo fonti militari, si tratterebbe in gran parte di vettori di vecchia generazione, privi di sistemi Gps avanzati e con traiettorie poco precise, ritenuti difficilmente intercettabili dai sistemi di difesa aerea navali e terrestri, quindi in grado di "bucare" l'Iron Dome israeliano.