Gaza, il piano di ricostruzione dei 365km² della Striscia in 4 fasi: stima da $70mld, $30mld di investimenti Usa – IL PROGETTO

Il progetto presentato a Davos nasce dal piano “The Institute for Zionist Strategies” del 2017 e riportato anche nel progetto Aurora BCG che prevendo anche la deportazione di 2,2mln di palestinesi, come già anticipato dal Giornale d’Italia

A Davos è stato presentato il piano di ricostruzione dei 365 chilometri quadrati della Striscia di Gaza, articolato in e4 fasi denominate “Rafah City”, “Khan Younis City”, “Center Camps” e “Gaza City”. Il piano stima un fabbisogno complessivo di 70 miliardi di dollari per la ricostruzione. Gli Stati Uniti prevedono fino a 30 miliardi di dollari di investimenti diretti e un coinvolgimento operativo decennale. Le fasi operative troverebbero radici, ad esempio, nel piano del “The Institute for Zionist Strategies” del 2017 che prevederebbe la deportazione dei 2,2mln di palestinesi, ripulire le macerie, infine la ricostruzione, come anticipato dal Giornale d’Italia.

Gaza, il piano di ricostruzione dei 365km² della Striscia in 4 fasi: stima da $70mld, $30mld di investimenti Usa – IL PROGETTO

L’amministrazione di Donald Trump ha presentato a Davos, a margine del World Economic Forum, un progetto denominatoNuova Gaza”, accompagnato da immagini digitali di tipo futuristico che mostrano grattacieli bianchi, appartamenti di lusso, data center, complessi industriali e un’estesa area di turismo costiero. Le immagini sono state svelate da Jared Kushner durante la cerimonia di firma del nuovo Board of peace.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e dell’Unione Europea, la ricostruzione del territorio costerà 70 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, inoltre, sarebbero pronti a stanziare fino a 30 miliardi di dollari per investimenti diretti.

Il piano prevede la costruzione di oltre 100.000 unità abitative permanenti, 75 strutture mediche, più di 200 centri educativi e circa 180 centri culturali, religiosi e professionali, oltre a grandi infrastrutture viarie e spazi verdi dedicati a parchi, agricoltura e sport.

La trasformazione territoriale è suddivisa in 4 macro-aree operative: “Rafah City”, nell’area di Rafah; “Khan Younis City”, nell’area di Khan Younis; “Center Camps”, relativa alla zona centrale dei campi; e “Gaza City”, nell’area di Gaza City. Secondo Trump, si tratterebbe di una rinascita economica e urbanistica senza precedenti, capace di migliorare drasticamente le condizioni di vita della popolazione locale, sfruttando una posizione geografica definita dallo stesso Presidente come “straordinaria”. Il progetto richiama un video diffuso lo scorso anno che mostrava la Striscia trasformata in una sorta di “Riviera” del Medio Oriente.

Gli Stati Uniti manterranno il controllo della Striscia per minimo 10 anni, trasferendo in maniera graduale i compiti di controllo alla polizia locale da quelle che il documento descrive come "Pmc occidentali", vale a dire società militari private. Per portare a termine il piano l’amministrazione Trump prevede di coinvolgere anche Egitto e i Paesi sauditi, con un ruolo di supporto finanziario e operativo da parte dell’Arabia Saudita.

Il cronoprogramma prevede circa 10 anni di lavori che inizieranno fra un paio d’anni. Prima è prevista la rimozione delle macerie e dei cadaveri e il trasferimento dei palestinesi dalle aree interessate. Le fasi operative sarebbero: deportazione dei 2,2mln di palestinesi, ripulire le macerie, poi ricostruzione.

Per quanto riguarda la valorizzazione immobiliare, le stime ipotizzano prezzi fino a 10mila dollari al metro quadro per le aree fronte mare, con punte fino a 20mila dollari al metro quadro, su livelli comparabili a quelli di Tel Aviv nelle zone costiere. Nelle zone più interne e remote i valori indicati si collocherebbero tra 1.000 e 2.000 dollari al metro quadro.