Gaza, Trump presidente a vita del Board of Peace a titolo personale, a capo del più grande progetto immobiliare della storia

Donald Trump è il presidente a vita del Board of Peace, il cui accesso avviene solo su invito del presidente, tramite il pagamento della somma di 1 miliardo di dollari. Il tycoon è a capo del più grande progetto immobiliare della storia: un'area con grattacieli stile Dubai e Doha e alberghi costieri. Dove però, non ci sarà spazio per i palestinesi

Il presidente americano Donald Trump sarà presidente a vita del Board of Peace per Gaza a titolo personale. Il tycoon manterrà la carica per sempre, anche dopo la scadenza del suo mandato alla Casa Bianca, nel 2028. Tale carica infatti non va confusa con quella di presidente dell'organismo costituito ufficialmente il 22 gennaio a Davos, in Svizzera. Trump anche dopo che terminerà di governare sarà a capo del più grande progetto immobiliare della storia. Un progetto già ben ricostruito con la "Gaza Riviera", il piano post-guerra per la Striscia illustrato da un documento di 38 pagine dell'amministrazione Usa. Un progetto, che non è altro che il seguito della realizzazione del piano "Aurora" di deportazione dei palestinesi dall'enclave. 

È scritto dalla Boston Consulting Group con il benestare dei governi americano e israeliano, con anche il contributo (economico e ideologico) di Tony BlairIl piano è stato mutuato da un documento del 2017 dell'Institute for Zionist Strategies, nel quale Tel Aviv avrebbe voluto deportare 2,2 milioni di palestinesi da Gaza all'Egitto e all'Arabia Saudita, come da anticipazione del Giornale d'Italia.

Gaza, Trump presidente a vita del Board of Peace a titolo personale, a capo del più grande progetto immobiliare della storia

Donald Trump è il presidente a vita del Board of Peace per Gaza, il cui accesso avviene solo su invito del presidente, tramite il pagamento della somma di 1 miliardo di dollari. Una volta versata la quota, si avrà diritto ad un seggio permanente. I membri sono 17, e tra i principali troviamo Marco Rubio, Steve Witkoff, Jared KushnerNickolay Mladenov, Marc Rowan, Ajay Banga e Robert Gabriel.

L'organismo non è un'istituzione da poco considerando che de facto si tratta del più grande progetto immobiliare della storia, che partirà dopo la deportazione dei palestinesi e la "ripulitura" di cadaveri e macerie. Per la ricostruzione di Gaza sono stimati circa 80 miliardi di dollari e 10 anni di tempo per farla diventare quella che il presidente americano e Jared Kushner sognano che diventi. Sono circa 200mila infatti gli edifici distrutti, e 60 milioni le tonnellate di macerie da smaltire. 

L'idea è quella di costruire una grande area con grattacieli stile Dubai e Doha e alberghi costieri, tramite il coinvolgimento di imprese locali e internazionali. Un assaggio, comunque, lo ha già dato proprio il genero di Trump a Davos, dove ha presentato delle slide che si concentrano in particolare su quelle che vengono denominate "Nuova Rafah" e "Nuova Khan Younis". Città che fanno parte di una "New Gaza" nella quale però non c'è spazio per i palestinesi.