Gaza, segretario israeliano Fuchs lancia l'ultimatum e minaccia: "Hamas ha 60 giorni per disarmarsi, altrimenti torneremo in guerra"
60 giorni di tempo perché Hamas si disarmi completamente, oppure la ripresa del genocidio - mai del tutto finito: è questo l'ultimatum già formulato dagli Usa e ora rilanciato da Yossi Fuchs per legittimare il "ritorno alla guerra" nella Striscia di Gaza
60 giorni entro i quali "Hamas dovrà rinunciare a tutte le sue armi" e dovrà smilitarizzarsi definitivamente, altrimenti "Israele tornerà in guerra a Gaza": sono queste le ultime affermazioni fatte dal segretario di gabinetto israeliano Yossi Fuchs lanciando un ultimo caveat ai miliziani e minacciando la ripresa "ufficiale" dei crimini genocidi sulla Striscia - mai realmente cessati.
Gaza, segretario israeliano Fuchs lancia l'ultimatum e minaccia: "Hamas ha 60 giorni per disarmarsi, altrimenti torneremo in guerra"
60 giorni di disarmo o la ripresa della "guerra" nella Striscia di Gaza. L'esecutivo di Benjamin Netanyahu, fresco di visita col Presidente degli Usa Trump alla Casa Bianca, non perde tempo e si dice pronto a tornare in pieno conflitto contro i miliziani di Hamas qualora questi si rifiutino di rinunciare persino alle loro armi leggere, fucili AK-47 inclusi, che, in un primo momento, sembravano autorizzati a tenere. Le dichiarazioni di Yossi Fuchs, segretario di gabinetto, echeggiano le ultime dichiarazioni formulate dal primo ministro Netanyahu in tema Gaza. Dichiarazioni nelle quali Netanyahu aveva insistito con posizioni offensive (mai di fatto abbandonate), forti del supporto statunitense: "Gaza non rappresenterà mai più una minaccia per lo Stato di Israele. A Gaza non ci sono praticamente armi pesanti. Non c'è artiglieria, non ci sono carri armati, non c'è niente".
Eppure gli AK-47 "continuano ad essere l'arma che fa più danni" ha tallonato Netanyahu fornendo le sue motivazioni criminali al disarmo totale: "È con questi che giustiziano le persone. È così che sparano alla nostra gente. È quello che usano: fucili d'assalto. Sono quelli che hanno usato nella strage del 7 ottobre. (...) Sono quelli che hanno fatto il peggior massacro del popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto con gli AK-47". E nella retorica predominante e costante della politica israeliana, la stessa amministrazione Trump aveva chiesto - spiega Fuchs - 60 giorni di attesa al disarmo. "Li stiamo rispettando" ha poi aggiunto il segretario israeliano senza però fornire indicazioni specifiche sull'inizio dei 60 giorni di attesa, definiti una "stima ragionevole". A quanto emerge, con tutta probabilità il periodo di disarmo potrebbe iniziare proprio giovedì, con la conferenza del Board of Peace.
Le nuove mosse israeliane rivelano, ancora una volta, le concrete intenzioni dell'amministrazione Netanyahu, tanto più se si considera che ai miliziani era stato autorizzato di tenere "alcune armi di piccolo calibro". Ma per Israele il genocidio è l'unica via possibile: "Ci sono ancora tunnel lì [a Gaza, ndr]. Abbiamo smantellato circa 150 chilometri di 500 km di tunnel. Dobbiamo completare il lavoro".