Cisgiordania, Israele accelera su annessione e registra per la prima volta dal 1967 i territori come “proprietà statali”, Anp: “Grave escalation”

Il provvedimento entrerà in vigore nell'Area C, il 60% dell'intero territorio, dove Tel Aviv detiene un controllo militare e civile.

Israele accelera sull'annessione della Cisgiordania e registra per la prima volta dal 1967 i territori come "proprietà statali". Il provvedimento entrerà in vigore nell'Area C, il 60% dell'intero territorio, dove Tel Aviv detiene un controllo militare e civile. L'iniziativa porta ovviamente la firma dei ministri più estremisti, in primis quello della Difesa Katz e delle Finanze Smotrich, oltre a quello della Giustizia Levin. Secondo i funzionari israeliani il processo di registrazione dei terreni creerà "certezza giuridica" e preserverà gli interessi dello Stato ebraico. Tuttavia, l'intero processo rientra nel piano sionista "Greater Israel" sulle mire dello Stato ebraico che corrisponderebbero oggi ai territori di Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria meridionale con Damasco, parte dell'Iraq, parte dell'Egitto e una parte dell'Arabia Saudita. L'Anp da denunciato la mossa di Israele, parlando di "grave escalation".

Cisgiordania, Israele accelera su annessione e registra per la prima volta dal 1967 i territori come “proprietà statali”

L'Autorità israeliana per il registro delle imprese riceverà i fondi e la manodopera necessari per svolgere le procedure in riferimento alla registrazione dei territori della Cisgiordania come "proprietà statali". Si tratta dall'area che comprende la valle del Giordano, il deserto della Giudea e la maggior parte delle risorse naturali della regione. E che ospita la totalità degli insediamenti israeliani, oltre alle infrastrutture di collegamento. Qualche giorno fa Israele aveva approvato alcune leggi volte a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania: facilitazioni per l'acquisto di terreni da parte di privati ebrei in Cisgiordania, estensione delle competenze israeliane sui siti religiosi e l'applicazione diretta di norme su ambiente e risorse idriche anche in aree formalmente amministrate dall'ANP.

Sono tantissime le dichiarazioni di condanna arrivate nelle ultime ore. L'Anp ha dichiarato in una nota domenica che questi provvedimenti sono una "grave escalation e una palese violazione del diritto internazionale".

I leader dei Paesi arabi hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di "mantenere la sua promessa di impedire a Israele di annettere la Cisgiordania occupata" e dichiarato che "tutte le decisioni israeliane volte a confiscare la terra e a modificarne lo status giuridico e la composizione demografica sono nulle".

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha invitato Israele a revocare le decisioni, sostenendo che si tratta di "un'ulteriore misura da parte delle autorità israeliane per rendere impossibile uno Stato palestinese sostenibile". Il provvedimento dello Stato ebraico rappresenta "una violazione del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione". Inoltre, queste misure "accelereranno senza dubbio l'espropriazione e il trasferimento forzato dei palestinesi e l'insediamento di ulteriori insediamenti israeliani illegali", oltre a "privare ulteriormente i palestinesi delle loro risorse naturali e a limitare il loro godimento di altri diritti umani".