Israele, Elbit Systems si aggiudica contratti da 100 mln$ col ministero della Difesa per nuovi sistemi AI da usare nel genocidio a Gaza
L'azienda israeliana attiva nello sviluppo di tecnologie per il settore della difesa Elbit Systems ha ricevuto un cospicuo finanziamento dal ministero della Difesa israeliano per sviluppare nuovi sistemi di intelligenza artificiale da utilizzare a Gaza
Elbit Systems si aggiudica contratti da 100 milioni di dollari col ministero della Difesa di Israele per sviluppare nuovi sistemi di intelligenza artificiale da usare nel genocidio a Gaza. Questi colpiranno chiunque si muova in una data zona e identificato meccanicamente come "obiettivo".
Israele, Elbit Systems si aggiudica contratti da 100 mln$ col ministero della Difesa per nuovi sistemi AI da usare nel genocidio a Gaza
L'azienda israeliana attiva nello sviluppo di tecnologie per il settore della difesa Elbit Systems ha ricevuto un cospicuo finanziamento dal ministero della Difesa israeliano per sviluppare nuovi sistemi di intelligenza artificiale da utilizzare a Gaza. L'azienda dovrà lavorare su quello che gli ufficiali dell'esercito definiscono "un'implementazione delle lezioni apprese negli ultimi due anni di combattimento".
E da parte di Elbit Systems non arriva nessuna smentita su quelli che sono i piani. Doron Daniel, vicepresidente della società, ha dichiarato che "l'obiettivo più importante del sistema è aumentare la sopravvivenza dei soldati, migliorando anche la letalità. Il nostro obiettivo è aiutare ogni cliente che utilizza i nostri sistemi a completare la propria missione e a tornare a casa in sicurezza, nel miglior modo possibile".
Due filoni principali sostengono l'impegno. Il primo, noto come "Tzayad" - il programma per l'Esercito Terrestre Digitale di Nuova Generazione - è progettato per fornire strumenti di comando e controllo aggiornati a tutti i livelli. Il secondo, il Sistema di Difesa di Frontiera Multi-Sensore ("MARS"), si concentra sulla gestione di ampie schiere di sensori ed effettori per la protezione delle frontiere, incorporando quelle che il Ministero ha definito "lezioni apprese dalla prima guerra digitale". Il sistema di frontiera dovrebbe includere funzionalità basate sull'intelligenza artificiale per il rilevamento e la classificazione di bersagli di grandi dimensioni, un'ampia gestione multi-missione e la connettività tra i servizi.