Ucraina, Paramonov: "Italia non dialoga con Russia, rapporti impoveriti, governo Meloni rinuncia ai propri interessi e favorisce il corrotto regime di Kiev"

Paramonov critica la leadership italiana e invita Roma a utilizzare i canali diplomatici per un dialogo diretto con Mosca, sottolineando l’importanza di affrontare le questioni bilaterali in modo concreto

Secondo l’ambasciatore russo a Roma, Aleksey Paramonov, la recente dichiarazione del presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, sulla necessità di ristabilire un dialogo con la Russia, pur veicolando un messaggio positivo, ha un significato limitato. Paramonov ha osservato che sarebbe stato più efficace se, all’interno della leadership italiana, qualche figura autorizzata avesse utilizzato i canali diplomatici ufficiali per proporre l’avvio di un dialogo su specifiche questioni. Come ha dichiarato l’ambasciatore, “a mio avviso, sarebbe stato meglio, e di gran lunga, se [...] qualche personalità investita dell'autorità per farlo si fosse servita dei canali diplomatici di cui, grazie a Dio, disponiamo”.

L’invito a contattare direttamente Mosca

Paramonov ha citato anche le recenti parole del ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ribadendo l’apertura di Mosca a un contatto diretto: “Alzate la cornetta, signori, chiamate, e noi vi risponderemo”. Secondo il diplomatico, questo rappresenta un chiaro invito alla leadership italiana a intraprendere contatti concreti con la Russia, piuttosto che limitarsi a dichiarazioni pubbliche. “Sono certo che a Mosca un passo del genere verrebbe altamente e giustamente apprezzato, nonché accolto favorevolmente”, ha aggiunto Paramonov.

I rapporti tra Italia e Russia

Paramonov ha definito i rapporti tra i due Paesi come “sensibilmente impoveriti” e, per così dire, “sterilizzati”. Il diplomatico ha criticato l’Italia per aver rinunciato, a suo dire, a perseguire i propri interessi nazionali in favore di quelli delle élite europee e del governo di Kiev, definendolo “insaziabile e corrotto”. Ha inoltre accusato il governo italiano di adottare la condotta dello “struzzo”, evitando di ascoltare l’opinione dei cittadini e fingendo che l’assenza di cooperazione con la Russia non abbia ripercussioni sul Paese.

La posizione italiana sull’Ucraina

Paramonov ha sottolineato che, fortunatamente, l’Italia non si considera in stato di guerra con la Russia. La leadership italiana, secondo l’ambasciatore, dimostra una certa prudenza nella gestione della politica estera, cercando di evitare escalation nei rapporti tra Mosca e l’Unione Europea e prevenire un conflitto diretto. “Grazie a Dio, l'Italia non si ritiene in stato di guerra con la Russia e la leadership italiana è sufficientemente saggia da attenersi a una strategia di politica estera che, almeno a parole, invoca la cautela e desidera escludere la possibilità di un'escalation delle attuali tensioni”, ha dichiarato. Questo approccio rifletterebbe, a suo avviso, una memoria storica delle scelte passate dell’Italia, come l’ingresso nell’Onu avvenuto solo nel 1955 e non subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Critiche ai “volenterosi” europei

Paramonov ha anche criticato i Paesi che, a suo dire, spingono l’Italia a schierarsi e a prepararsi a un conflitto con la Russia, prevedendo la possibilità di uno scontro militare entro pochi anni. “Al contrario, invece, come possiamo vedere, i cosiddetti 'volenterosi' - che costantemente 'corteggiano' l'Italia per indurla a entrare tra le loro fila - non escludono la possibilità di uno scontro militare con la Russia ed esortano a predisporsi a un conflitto nel giro di 3-4 anni”, ha affermato. L’ambasciatore ha messo in guardia contro l’invio di contingenti in Ucraina, avvertendo che ciò potrebbe portare inevitabilmente a uno scontro diretto con le forze armate russe.

La nomina di Aleksey

Aleksey Vladimirovich Paramonov è stato nominato nuovo ambasciatore della Federazione Russa in Italia e contestualmente presso la Repubblica di San Marino, succedendo a Sergey Razov, che aveva guidato la sede diplomatica di Mosca a Roma per dieci anni. La nomina è avvenuta con i Decreti presidenziali russi n. 242 e n. 243 del 4 aprile 2023, che ne hanno ufficializzato l’incarico di Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario. Successivamente, Paramonov ha presentato le copie delle lettere credenziali al capo del Cerimoniale Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri italiano, Bruno Antonio Pasquino, formalizzando così l’inizio del suo mandato. Nato nel 1962, aveva conseguito nel 1986 la laurea in Relazioni Economiche Internazionali presso l’Istituto Statale delle Relazioni Internazionali di Mosca, noto come MGIMO. Dopo aver svolto il servizio militare di leva nelle Forze Armate dell’URSS, aveva intrapreso la carriera diplomatica, ricoprendo incarichi sia alla sede centrale del Ministero degli Esteri sia nelle rappresentanze all’estero, tra cui il ruolo di Console Generale a Milano dal 2008 al 2013. L’esperienza accumulata in questi ruoli, unita alla conoscenza diretta dell’Italia e alla padronanza dell’italiano, dell’inglese e del francese, ha costituito il bagaglio professionale con cui ha guidato la missione diplomatica russa nel Paese, nei rapporti bilaterali e nelle attività istituzionali.

Aleksey Paramonov nominato nuovo ambasciatore russo in Italia e San Marino, subentra a Sergey Razov dopo un decennio