Israele, fratello del capo dello Shin Bet accusato di contrabbando di sigarette a Gaza, altri 13 indagati per reati di sicurezza
Non sono coinvolte delle semplici sigarette visto che nell'inchiesta si parla anche di batterie, smartphone di ultima generazione e biciclette elettriche
Terremoto in Israele dove il fratello del capo dello Shin Bet, Bezalel Zini, è accusato di contrabbando di sigarette a Gaza. Non solo lui però visto che anche altri due sospettati saranno incriminati per lo stesso reato. Nel fascicolo figurano inoltre altri 13 indagati per reati di sicurezza, accusati di aver partecipato al trasferimento di merci che potevano essere utilizzate anche per fini terroristici. Zini è stato arrestato due settimane fa, ed oltre ad essere il fratello del capo dei servizi segreti interni, ricopre un ruolo molto importante.
Israele, fratello del capo dello Shin Bet accusato di contrabbando di sigarette a Gaza
Bezalel Zini ricopre un ruolo rilevante nel servizio di riserva, era consapevole delle attività ed era coinvolto nelle operazioni. È uno dei comandanti della "Forza Uriya", impegnata nella demolizione di edifici nella Striscia di Gaza. Inoltre presta servizio nella riserva come responsabile della logistica dell'unità, che utilizza mezzi ingegneristici pesanti. Durante l'udienza, il fratello Shmuel Zini ha dichiarato che "la verità verrà alla luce". I legali della difesa si sono opposti alla pubblicazione dei nomi degli indagati, sostenendo che ciò potrebbe metterli in pericolo.
I 13 indagati sono contractor del ministero della Difesa di Tel Aviv, operai attivi nelle demolizioni e autisti di camion di aiuti umanitari e tir commerciali, ma anche soldati e riservisti dell'Idf. Non sono coinvolte delle semplici sigarette visto che nell'inchiesta si parla anche di batterie, smartphone di ultima generazione e biciclette elettriche: merci il cui ingresso è vietato sui canali ufficiali per il rischio di "double use". Tuttavia, questi oggetti nella Striscia ci sono entrati ugualmente, anche se in maniera meno limpida. Il traffico vale milioni di shekel, centinaia di migliaia di euro. Solo a un arrestato è stata sequestrata una borsa con dentro 190 mila euro in contanti.