Israele-Usa, in vista nuovo "accordo di sicurezza" decennale, ex consulente delle Idf Pinchas: "Priorità a progetti militari"
L'alleanza tra Stati Uniti e Israele continua a rafforzarsi e nuovi accordi di origine soprattuto militare sono previsti a breve
Israele e gli Stati Uniti sono prossimi alla stipulazione di un nuovo "accordo di sicurezza" decennale che punta meno sulla questione puramente finanziaria con trasferimenti diretti di denaro e più su progetti militari congiunti. A confermarlo è l’ex consulente finanziario delle Idf Gil Pinchas, secondo cui la priorità sarà rafforzare la cooperazione industriale e tecnologica tra i due Paesi. La continuazione di questa collaborazione si inserisce in un quadro sempre più instabile dove le varie potenze ricorrono alla militarizzazione sia per difesa che per attacco. Israele, come gli Stati Uniti, sta fronteggiando conflitti con diverse "forze nemiche" quali Hamas in Palestina, Iran con il tentativo di 'regime change' condiviso da Cia e Mossad, Hezbollah in Siria e Libano e Houthi in yemen, e l'accordo in vista sembra rafforzare ancora di più la linea militare israeliana.
Israele-Usa, in vista nuovo "accordo di sicurezza" decennale, ex consulente delle Idf Pinchas: "Priorità a progetti militari"
Il governo israeliano si prepara ad avviare nelle prossime settimane i colloqui con Washington per un nuovo accordo di sicurezza valido dieci anni, destinato a sostituire l’attuale memorandum d’intesa in scadenza nel 2028. L’obiettivo è proseguire il sostegno militare statunitense, ma con una formula diversa, più orientata a sviluppi tecnologici comuni e meno alle sovvenzioni dirette. Gil Pinchas, appena dimessosi dal ruolo di capo consigliere finanziario delle forze armate israeliane, ha spiegato "in questo contesto la partnership è più importante della semplice questione finanziaria, ci sono molte cose che equivalgono al denaro". Secondo Pinchas, Israele intende dare priorità ai progetti militari e di difesa congiunti rispetto alle tradizionali erogazioni annuali.
L’attuale accordo garantisce a Israele quasi 4 miliardi di dollari l’anno in aiuti militari, inclusi fondi per sistemi di difesa come l’Iron Dome. La nuova intesa potrebbe ridurre gradualmente la componente di "denaro gratuito", sostituendola con programmi di sviluppo condivisi su base ad hoc. Pinchas ha sottolineato "tu metti i soldi, loro mettono i soldi e vinciamo entrambi, dobbiamo vedere cosa dirà la parte americana", rimarcando che sistemi di difesa aerea e asset militari statunitensi già dispiegati nella regione rappresentano un sostegno che va oltre l’attuale accordo e vale miliardi. Inoltre, poche settimane fa il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato di voler ridurre gradualmente la dipendenza di Israele dagli aiuti militari Usa nel prossimo decennio, affermando che il Paese ha ormai sviluppato capacità industriali e tecnologiche tali da puntare a una maggiore autonomia.