Ucraina, Mosca tende la mano: "Se Zelensky è pronto per accordo venga a incontrare Putin, non rifiutiamo questo tipo di contatti"

"La cosa più importante è che questi contatti siano ben preparati, questo è il primo punto. In secondo luogo, devono essere orientati al raggiungimento di risultati positivi concreti”, ha spiegato il consigliere presidenziale Yuri Ushakov

La guerra tra Russia e Ucraina continua da quasi 4 anni. Nonostante i numerosi negoziati e incontri bilaterali e trilaterali, ancora nessun accordo di pace è stato firmato, ma oggi Mosca torna a tendere la mano a Kiev. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, citato dall’agenzia Tass, ha infatti affermato: "Il presidente russo Vladimir Putin, ha ribadito più volte che, qualora Volodymyr Zelensky fosse realmente disponibile a un faccia a faccia, Mosca sarebbe pronta ad accoglierlo garantendo piena sicurezza e condizioni adeguate allo svolgimento dell’incontro".

Ucraina, Mosca tende la mano: "Se Zelensky è pronto per accordo venga a incontrare Putin, non rifiutiamo questo tipo di contatti"

Non abbiamo mai rifiutato, e mai rifiuteremo, questo tipo di contatti. La cosa più importante è che questi contatti siano ben preparati, questo è il primo punto. In secondo luogo, devono essere orientati al raggiungimento di risultati positivi concreti”, ha spiegato Ushakov, aprendo a un dialogo con Zelensky.

Secondo il leader di Kiev però, come da lui affermato ieri sera nel suo messaggio alla nazione, "la Russia starebbe preparando un massiccio attacco". "Le informazioni dell'intelligence lo confermano, e ora è fondamentale che Stati Uniti, Europa e tutti i nostri partner comprendano come ogni attacco russo mina le possibilità di dialogo diplomatico". Zelensky ha quindi sottolineato: "Chiunque desideri davvero la pace deve chiedersi come fare in modo che i russi non si preparino a nuove offensive su larga scala, ma piuttosto alla fine della guerra. Il mondo ha la forza per garantire questo: bisogna solo usarla, per la pace, senza esitazioni".

Nel frattempo, la Federazione russa ha avviato iniziative legali attraverso il tribunale arbitrale per ottenere un risarcimento per i danni derivanti dal congelamento dei beni russi nell’Unione europea. Lo ha reso noto Vladislav Maslennikov, direttore del dipartimento per gli affari europei del ministero degli Esteri russo, in un’intervista alla Tass.

"Posso dire che nel dicembre 2025 - ha detto - la Banca di Russia ha presentato una richiesta al tribunale arbitrale della città di Mosca per il risarcimento dei danni causati dall'impossibilità di disporre dei fondi appartenenti allo Stato russo. Il nostro Paese, anche attraverso il ministero degli Affari esteri, continuerà a perseguire il ritorno dei beni illegalmente detenuti nell'Ue". Maslennikov ha poi aggiunto: "Bloccando le riserve sovrane russe e gli asset degli investitori privati della Federazione russa, l'Ue ha violato le norme del diritto internazionale e si è presentata alla comunità mondiale come un partner estremamente inaffidabile. Consideriamo qualsiasi azione illegale nei confronti dei beni russi come un furto, al quale il nostro Paese reagirà in modo adeguato".