Canada, esercito simula invasione militare statunitense, premier dell'Ontario Ford: "Trump non può avere né il nostro paese né la Groenlandia"
In risposta alle dichiarazioni di Trump sulla conquista dell’emisfero occidentale, il Canada ha condotto la prima esercitazione militare del secolo
Cresce la tensione tra Canada e Stati Uniti dopo le nuove dichiarazioni di Donald Trump a Davos e le esercitazioni delle forze armate di Ottawa. L’esercito ha, infatti, simulato per la prima volta in un secolo una possibile invasione militare statunitense, mentre il premier dell’Ontario Doug Ford ha respinto con fermezza ogni ipotesi di espansione americana, ribadendo che "È deludente vederlo mettere la bandiera americana sul Canada, sulla Groenlandia, è inaccettabile". Sullo sfondo pesa anche il ritorno a una lettura aggressiva della dottrina Monroe, ribattezzata in modo provocatorio 'Donroe', con l’idea "dell’America agli americani" come linea guida della nuova strategia statunitense.
Canada, esercito simula invasione militare statunitense, premier dell'Ontario Ford: "Trump non può avere né il nostro paese né la Groenlandia"
Le esercitazioni canadesi nascono in un clima di rapporti sempre più tesi con Washington. Trump, intervenendo a Davos, ha sostenuto che il Canada dovrebbe essere "grato" per i benefici economici e strategici garantiti dagli Stati Uniti, lasciando intendere che la sicurezza nordamericana dipenderebbe in larga parte da Washington. Il presidente ha anche rilanciato l’idea di un grande scudo missilistico capace di proteggere l’intero continente, compreso il Canada, tornando a evocare indirettamente il dossier Groenlandia.
Le parole del presidente americano hanno alimentato le preoccupazioni del governo canadese, che ha deciso di testare scenari fino a poco tempo fa considerati impensabili. Secondo le simulazioni, un’eventuale avanzata delle forze Usa potrebbe essere rapida e difficile da contrastare sul piano convenzionale. Per questo motivo i pianificatori militari hanno ipotizzato una risposta asimmetrica, basata su tattiche di contenimento, uso di droni, sabotaggi e difesa territoriale diffusa. Il premier Mark Carney ha sottolineato come l’ordine internazionale stia attraversando una fase di frattura e come i Paesi di media potenza debbano rafforzare la cooperazione per non restare schiacciati dalle grandi potenze. In questo contesto, Ottawa sta valutando anche nuove partnership commerciali e strategiche per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
A rendere ancora più duro il confronto è intervenuto Doug Ford. Il governatore dell’Ontario ha definito le uscite di Trump "deludenti" e pericolose per la stabilità globale, ricordando che negli ultimi mesi il presidente americano ha minacciato apertamente non solo il Canada ma anche alleati e territori strategici come la Groenlandia. Per Ford, l’unità interna del Paese è oggi una priorità assoluta per fronteggiare uno scenario internazionale sempre più incerto. Le immagini diffuse su Truth, che mostrano una bandiera statunitense sovrapposta a Canada, Groenlandia e Venezuela, hanno ulteriormente irritato l’opinione pubblica canadese. Un segnale simbolico che, unito alle esercitazioni militari, fotografa un clima di crescente diffidenza e di preparazione preventiva a eventuali sviluppi critici nei rapporti tra Ottawa e Washington.