Groenlandia, Francia spinge per “esercitazione Nato sull’isola”, Danimarca invia nave da guerra Vaedderen per “operazione di vigilanza”

La “Vaedderen” rappresenta, al momento, l’unica traccia visibile dell’esercitazione promossa dalla Danimarca, alla quale hanno aderito sette Paesi: Germania, Francia, Regno Unito, Olanda, Norvegia, Finlandia e Svezia

Per quanto riguarda la Groenlandia, la Francia starebbe spingendo perun’esercitazione Nato sull’isola” e si dice “pronta” a prendervi parte, secondo quanto riferito da una fonte dell’Eliseo. Parallelamente, la Danimarca ha già mosso i primi passi sul piano operativo. A Nuuk è infatti arrivata la nave da guerra Vaedderen per “operazioni di vigilanza”.

Groenlandia, Francia spinge per “esercitazione Nato sull’isola”, Danimarca invia nave da guerra Vaedderen per “operazione di vigilanza”

La Francia chiede di tenereun’esercitazione della Nato in Groenlandia” e si dice “pronta” a prenderne parte. Lo rende noto una fonte dell’Eliseo. Un segnale politico e militare che si inserisce in un momento di forte instabilità nei rapporti transatlantici e di rinnovata attenzione per le rotte e le risorse dell’Artico.

Solo ieri, il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato l’Unione europea a non esitare a utilizzare i propri strumenti commercialimolto potenti”, in particolare lo strumento anticoercitivo, nel contesto delle crescenti tensioni con gli Stati Uniti. Durante il suo intervento al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, Macron ha avvertito: “Ci stiamo dirigendo verso un mondo senza legge, un mondo in cui prevale la legge del più forte”, sottolineando che l’Europa deve “utilizzare” i suoi strumenti quando “non vengono rispettati”.

Sul piano operativo, nei giorni scorsi il governo danese ha inviato una nave da guerra, un pattugliatore, in Groenlandia. L’unità si chiama Vaedderen e fa parte di una piccola flotta dedicata alla sorveglianza della grande Isola del ghiaccio e dell’arcipelago delle Far Oer. Attualmente è ormeggiata nel porto di Nuuk, la capitale della Groenlandia, su un braccio di mare separato da quello occupato dai numerosi pescherecci. Da lontano la vigilanza appare discreta, con un solo militare sulla tolda, ma avvicinandosi la situazione cambia rapidamente: basta il tempo di scattare qualche immagine prima che il soldato, con ampi gesti, ordini di sgomberare il molo deserto.

La “Vaedderen” rappresenta, al momento, l’unica traccia visibile dell’esercitazione promossa dalla Danimarca, alla quale hanno aderito sette Paesi: Germania, Francia, Regno Unito, Olanda, Norvegia, Finlandia e Svezia. Dal Comando Artico, centro di coordinamento delle attività militari, di soccorso e di controllo delle coste, non filtrano informazioni ufficiali. In città, però, si rincorrono le voci: secondo alcune indiscrezioni, altre imbarcazioni e nuovi contingenti potrebbero arrivare a breve, dando corpo a un’azione definita simbolica e dimostrativa.

Nel frattempo, nella sfera politica locale prevale la preoccupazione. All’interno del governo e tra i parlamentari cresce l’allarme per gli sviluppi internazionali. Ieri, martedì 20 gennaio, il premier Jens-Frederik Nielsen è rimasto praticamente tutto il giorno in riunione. Secondo alcune fonti, l’esecutivo starebbe lavorando non tanto a una strategia militare di difesa, quanto a uno schema di comunicazione per preparare la popolazione allo scenario peggiore: una possibile mossa di Donald Trump per annettersi la Groenlandia, anche senza il ricorso diretto all’invio dei marines.

Il deputato Kuno Fencker è tra i più pessimisti. Nell’intervista pubblicata martedì 20 gennaio dal Corriere ha dichiarato: “Non si può escludere un'operazione militare americana”. Un timore condiviso, seppur con toni più cauti, anche negli ambienti governativi. Un collaboratore del premier, intercettato nella hall della sede del governo, una palazzina rossa di soli due piani, ha ripetuto più volte, off the record, che “la situazione è molto delicata”.