Groenlandia, Macron verso attivazione strumento anticoercitivo Ue in caso di aumento dazi Usa: “L’opzione nucleare” contro le mire di Trump
Emmanuel Macron è pronto a chiedere all’Ue l’attivazione dello strumento anticoercitivo se gli Stati Uniti procederanno con nuovi dazi. Si tratta di una mossa, definita “l’opzione nucleare”, che alza il livello dello scontro commerciale con Washington
Il presidente francese Emmanuel Macron si sta mobilitando per coordinare una risposta europea alle minacce tariffarie dell’amministrazione Trump. Secondo alcune fonti, oggi Macron è in contatto con i suoi omologhi per chiedere formalmente, a nome della Francia, l’attivazione dello strumento anticoercitivo dell’Ue. Nel mirino ci sono i possibili nuovi dazi statunitensi, giudicati dall’entourage presidenziale come una mossa che mette in discussione la validità dell’accordo sulle tariffe raggiunto la scorsa estate tra Unione europea e Stati Uniti. Per Parigi, l’uso di leve commerciali come strumento di pressione politica rientra nella definizione di coercizione economica.
Groenlandia, Macron verso attivazione strumento anticoercitivo Ue in caso di aumento dazi Usa: “L’opzione nucleare” contro l’affondo di Trump
Lo strumento anticoercitivo Ue, in vigore dal 2023 ma mai applicato, è stato concepito come deterrente contro interferenze esterne che colpiscono commercio e investimenti con l’obiettivo di condizionare le decisioni politiche europee. A Bruxelles viene spesso definito “l’opzione nucleare” proprio perché rappresenta l’ultima risorsa in caso di fallimento del dialogo. In questo caso, Macron intende spingere verso la sua attivazione con l'obbiettivo di contrastare l'affondo di di Donald Trump verso i paesi scandinavi, Francia, Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi, ovvero i paesi che si sono opposti alle mire espansionistiche della Casa Bianca inviando truppe in Groenlandia.
Il meccanismo prevede una procedura graduale. In una prima fase, il Consiglio dell’Ue valuta se esiste un atto di coercizione su proposta della Commissione. Con il termine "coercizione economica" si fa riferimento all'uso di minacce o restrizioni commerciali - come dazi, boicottaggi o controlli doganali - con l'obbiettivo di forzare l'Ue o uno Stato membro a modificare una decisione politica o normativa. Dopo questa prima fase di valutazione, segue un tentativo di soluzione diplomatica con il Paese coinvolto. Solo se il confronto non produce risultati, l’Unione può adottare contromisure economiche proporzionate.
In cosa possono consistere le misure anti-coercizione:
vincoli agli investimenti diretti esteri, soprattutto per imprese a controllo statale
tariffe doganali o limiti alle importazioni ed esportazioni di beni dal Paese coinvolto
esclusioni dagli appalti pubblici europei per aziende straniere
ostacoli alla prestazione di servizi o sospensione delle autorizzazioni a operare nel mercato Ue
interventi su brevetti e proprietà intellettuale, inclusa la revoca di licenze o diritti
individuazione mirata di imprese o persone fisiche, soggette a misure specifiche come divieti, restrizioni o obblighi aggiuntivi
Oggi si terrà una riunione straordinaria tra ambasciatori Ue per trovare una soluzione coordinata all'annuncio di più tasse doganali a chi contrasta le mire della Casa Bianca sull'isola artica. Non mancano, poi, le proteste proprio in Groenlandia e in Danimarca, dove migliaia sono scesi in piazza a Nuuk e Copenaghen.