Sudan, Onu denuncia: "Oltre 10mila sfollati in 72 ore dopo i combattimenti in Darfur e Kordofan, grave emergenza umanitaria"

Secondo le Nazioni Unite, più della metà dei circa 50 milioni di abitanti del Sudan vive in condizioni di grave insicurezza alimentare e nel corso del 2025 oltre 17 milioni di persone hanno ricevuto assistenza umanitaria d’emergenza

Sono più di 10.000 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni nel Darfur settentrionale e nel Kordofan meridionale a causa della più recente escalation di violenze in Sudan. L’allerta è stata diffusa ieri dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). In base ai dati dell’agenzia delle Nazioni Unite, tra giovedì e venerdì della scorsa settimana oltre 7.000 abitanti hanno lasciato le località di Kernoi e Umm Baru, nel Darfur settentrionale, nei pressi del confine con il Ciad. Inoltre, tra mercoledì e venerdì, circa 3.100 persone sono fuggite da Kadugli, capitale del Kordofan meridionale, attualmente assediata dai paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf), impegnati nel conflitto con l’esercito di Khartoum dall’aprile 2023.

Sudan, Onu denuncia: "Oltre 10mila sfollati in 72 ore dopo i combattimenti in Darfur e Kordofan, grave emergenza umanitaria"

Proprio nella zona di Kadugli, dove lo scorso novembre è stata ufficialmente dichiarata la carestia, le forze governative sudanesi hanno lanciato ieri attacchi con droni contro postazioni dei paramilitari a Borno, località situata a circa 40 chilometri dalla città. L’operazione mirava a rallentare l’avanzata delle Rsf verso le regioni centro-meridionali del Paese. Poche ore prima, le Forze di supporto rapido — che in ottobre avevano preso il controllo di Al-Fashir, capoluogo del Darfur settentrionale — avevano comunicato di aver abbattuto un drone dell’esercito.

Il conflitto in Sudan ha già causato almeno 150.000 vittime e costretto oltre 13 milioni di persone alla fuga, tra sfollati interni e rifugiati. Si tratta di stime fornite da diverse organizzazioni non governative e da esponenti della società civile, difficili da verificare a causa della grave instabilità sul terreno. Secondo le Nazioni Unite, più della metà dei circa 50 milioni di abitanti del Paese vive in condizioni di grave insicurezza alimentare e, solo nel corso di quest’anno, oltre 17 milioni di persone hanno ricevuto assistenza umanitaria d’emergenza.