Dolce&Gabbana, debito a 450 mln€ e trattative aperte con i creditori, la guerra ha bloccato 150 mln€ di progetti in Medio Oriente
Dolce & Gabbana sta lavorando con i creditori per allentare i vincoli di debito sui 450 milioni di euro di passivo accumulati negli ultimi anni e aggravati dalla crisi in Medio Oriente
La grande azienda di moda italiana Dolce & Gabbana ha iniziato a trattare con i suoi creditori per trovare spazio nei vincoli di debito ed evitare che i 450 milioni appena rifinanziati, che deve a banche e investitori, pesino sullo sviluppo della società in un momento particolarmente critico per il lusso.
Dolce&Gabbana, debito a 450 mln€ e trattative aperte con i creditori
Dolce & Gabbana sta affrontando un periodo molto complesso, che ha portato il brand italiano a chiedere una trattativa con i creditori per rinegoziare parte dei vincoli di debito. L’azienda ha accumulato 450 milioni di euro di passivo nei confronti di banche e investitori e ha affidato a Rothschild & Co il compito di trovare un accordo.
La situazione internazionale ha reso il debito di Dolce & Gabbana particolarmente complesso da gestire negli ultimi mesi. Lo scorso anno, il passivo, che allora ammontava a 300 milioni di euro ed era in scadenza in buona parte nel 2030, era stato rifinanziato. Dolce & Gabbana aveva trovato anche un accordo per un ulteriore prestito da 150 milioni di euro per supportare un piano di espansione del brand.
L’idea era quella di valorizzare uno dei pochi mercati di riferimento del lusso rimasti disponibili, dopo le crisi di Cina e Russia degli ultimi cinque anni: il Medio Oriente. Grossi investimenti erano stati fatti per portare visibilità al brand e acquisire proprietà immobiliari che diversificassero il business della società nel real estate.
La guerra in corso in Medio Oriente, però, ha mandato all’aria questo piano e esposto l’azienda ai creditori, che sembrano però comprensivi della situazione e intenzionati a dare ossigeno all’azienda. Dolce & Gabbana non è certo l’unica realtà della moda e del lusso in difficoltà. Anche Valentino, Kering e Mayhoola hanno recentemente richiesto iniezioni di capitale per un totale di 100 milioni di euro per far fronte alla crisi del settore, che anche nel 2025 ha visto le vendite diminuire del 2%.