MPS, Lovaglio punta al bis, presentata "lista lunga" alternativa a quella del CdA, Bisoni presidente: ipotesi voti oltre il 25%

PLT Holding presenta una lista "lunga" con 12 persone alternativa a quella del CdA, per il patron Pierluigi Tortora l'obiettivo dell'operazione è dare continuità al percorso industriale intrapreso da Lovaglio; battaglia in Assemblea alla conta dei voti, attesi i Proxy Advisor - confermate le anticipazioni de Il Giornale d'Italia

Il quadro per il rinnovo della governance di Banca Monte dei Paschi di Siena si è ampliato in vista dell’assemblea del 15 Aprile con il deposito di una terza lista di candidati per il CdA. Accanto alla proposta del Consiglio di Amministrazione uscente e a quella presentata da Assogestioni, è emersa l'iniziativa di PLT Holding, la società della famiglia Tortora che detiene una partecipazione superiore all’1,2% del capitale sociale dell'istituto senese. La lista presentata da PLT Holding punta alla maggioranza del nuovo board attraverso una "lista lunga" composta da 12 nomi, come anticipato da Il Giornale d'Italia.

La strategia indicata dall'azionista mira a confermare l'attuale guida operativa della banca, proponendo la candidatura di Luigi Lovaglio per un nuovo mandato come amministratore delegato. Tale mossa pone Lovaglio in una posizione di alternativa diretta rispetto alla lista del consiglio uscente, dalla quale il manager era stato escluso. Per il ruolo di presidente viene invece indicato Cesare Bisoni, figura con una pregressa esperienza al vertice di UniCredit. Trovano così conferma le anticipazioni de Il Giornale d'Italia.

La compagine dei candidati per il consiglio d'amministrazione comprende inoltre Flavia Mazzarella, Livia Amidani Alberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini, Paola Leoni Borali, Paolo Massimo Martelli, Andrea Cuomo, Paola Girdinio e Dante Campioni. Per quanto riguarda le cariche di controllo, la holding ha presentato anche una proposta per il collegio sindacale, indicando Monica Vecchiati nel ruolo di sindaco effettivo e Francesca Sandrolini come supplente.

Per presidente di PLT Pierluigi Tortora, l'obiettivo dell'operazione è dare continuità al percorso industriale intrapreso da Lovaglio, considerato un elemento di stabilità per la fase di trasformazione della banca. La proposta è stata definita dall'azionista come un'opzione aperta al contributo e al voto della totalità dei soci di Monte dei Paschi: "Il candidato ad Luigi Lovaglio è la persona che ha guidato la banca con successo nel completamento dell'azione di ristrutturazione avviata in passato e ha dato un contributo essenziale nel tracciare le linee di sviluppo del prossimo futuro". Secondo la visione della holding, la lista nasce per "rafforzare la continuità di un disegno che ha un grande valore strategico, contribuire ad una governance solida ed equilibrata in grado di accompagnare la banca nella realizzazione del progetto trasformativo più importante della sua storia ed accelerare la sua traiettoria di crescita".

L'iniziativa viene dunque proposta come una scelta "aperta", rivolta a tutti gli azionisti che si riconoscano negli obiettivi e nei principi fondanti dell’iniziativa, per la crescita di valore della banca a favore dei propri stakeholders".

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Le possibili astensioni di Delfin, MEF e Banco BPM

Secondo le informazioni raccolte da Il Giornale d’Italia, Delfin, MEF e Banco BPM, titolari rispettivamente del 17,533%4,863%3,741% (anche tramite Animasi dirigeranno vero l’astensione.

Contro la lista di Lovaglio, Francesco Gaetano Caltagirone con il 10,262% (anche se avrebbe anche lui preso a prestito un'altra % "tonda" del Monte), incerta Blackrock con il 5,021%, mentre il mercato con 58,58% potrebbe orientarsi in buona parte verso l'AD uscente.

Tra i profili sondati per l'appoggio alla lista alternativa che riconferma Lovaglio come AD, figura Davide Serra di Algebris, che avrebbe in mano l'1% del Monte (laddove non dovesse votare per la lista presentata da Assogestioni), unitamente a Giorgio Girondi, patron di Ufi Filters, titolare del 3%, mentre restano aperti i dossier relativi ad altri candidati. Nelle ultime ore si sono registrati contatti e interlocuzioni tra i diversi soggetti coinvolti, in un contesto di "forte intensità operativa".

Posizionamento degli azionisti e scenario di voto per il rinnovo del board di Mps

Le indicazioni raccolte da il Giornale d'Italia evidenziano un orientamento verso l’astensione da parte di Delfin, Ministero dell'Economia e delle Finanze e Banco BPM, titoli congiuntamente di circa il 26%: il mercato, che rappresenta circa il 58% del capitale flottante (includendo circa il 4% detenuto da Serra e Girondi). Stime sul conteggio dei possibili voti indicano una base pro Lovaglio che potrebbe essere superiore al 25%, forte del risanamento del Monte (con un utile 2025 di € 2,74 miliardi al netto degli effetti del consolidamento di Mediobanca), riuscendo nell'acquiszione di Piazzetta Cuccia e di un piano industriale che vede ricavi target 2030 di € 4,8 miliardi, 700 milioni di sinergie, redditività dal 13% al 18% e € 3,7 miliardi di utile, con payout dividendi del 90%.

Il quadro resta fluido e subordinato alla presentazione ufficiale delle liste, con il comportamento dei fondi istituzionali che rappresenta una variabile determinante. In uno scenario che vede Delfin e Caltagirone indagati per un possibile "concerto" indicato esistente dal procuratore di Milano Marcello Viola "già dal 2019" (e da qui nascerebbe anche la volontà di astensione di Delfin), che coinvolge anche l'ad uscente.

Scontro tra azionisti e ruolo di Francesco Gaetano Caltagirone, con l'obiettivo delle Assicurazioni Generali

La situazione si inserisce in una dinamica di confronto tra soci rilevanti, con il colpo di mano di Francesco Gaetano Caltagirone che ha estromesso l'ad uscente dalla lista del CdA, con l'obiettivo finale di tentare l'affondo sul Gruppo Assicurazioni Generali (il cui 13,5% è in mano a Mediobanca), come anticipato da il Giornale d'Italia.

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Assemblea del 15 aprile del Monte dei Paschi di Siena e confronto tra liste

L’assemblea degli azionisti, convocata a Siena per il 15 aprile, si configura quindi come un confronto diretto tra la lista del CdA e la lista alternativa promossa da Lovaglio.

La lista del consiglio include, tra gli altri, l'opzione di 3 candidati Ceo, Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Palermo è sostenuto da Caltagirone per il ruolo di amministratore delegato, mentre Passera sarebbe accreditato di un maggiore consenso tra alcuni fondi istituzionali. Diverso il caso di Vivaldi, esperto di banca commerciale e negli ultimi anni imprenditore nel settore del Padel (avendo acquisito lo Sporting Club 2001 di San Giacomo di Veglia in provincia di Treviso tramite la Rossor srl il cui socio unico). Presidente designato è l'attuale Nicola Maione, ma gli incastri non sono tuttavia definiti neanche nel caso di vittoria della lista del CdA.  

Data la presentazione della lista di Lovaglio, si va ad una conta assembleare. Storicamente i fondi si sono sempre orientati a votare a sostenere le liste espresse dal CdA, ma l’esito non appare scontato nell’attuale contesto.

Advisor e orientamento dei fondi

Il Giornale d’Italia ha contattato i proxy advisor Glass Lewis e ISS, che non hanno ancora espresso una raccomandazione di voto. La loro posizione è attesa per la prossima settimana, elemento che influenzerà in modo significativo le decisioni dei fondi.

Il precedente intervento di Lovaglio a Londra

Il 19 marzo, intervenendo alla Morgan Stanley European Financials Conference organizzata da Morgan Stanley, Lovaglio ha ribadito agli investitori istituzionali la solidità del piano industriale di Mps, sottolineando che “i numeri sono sostenuti da un forte e dettagliato piano di azione” e che “l’istituzione è nella miglior forma di sempre”.

Il CEO ha confermato che il piano resta pienamente operativo indipendentemente dagli sviluppi sulla governance, con termine ultimo per la presentazione delle liste fissato al sabato precedente l’assemblea.

Il colpo di mando contro Lovaglio e l'esclusione dalla lista CdA

Il comitato nomine di Mps aveva escluso Lovaglio dalla lista ufficiale del CdA, aprendo la strada alla presentazione di una lista alternativa. Lo statuto consente infatti ai soci con almeno l’1% del capitale di avanzare candidature.

Le divergenze strategiche, in particolare sull’integrazione con Mediobanca e relativa governance, hanno contribuito a determinare l’attuale fase di incertezza.

Strategia industriale e integrazione con Mediobanca

Il progetto di integrazione con Mediobanca resta centrale nel piano di sviluppo. Le sinergie attese sono stimate in almeno 700 milioni di euro, con potenziale revisione al rialzo. L’operazione mira alla creazione di un gruppo più competitivo e diversificato.

Sul fronte finanziario, Mps dispone di un surplus di capitale che potrebbe tradursi, in assenza di operazioni straordinarie, in una maggiore remunerazione degli azionisti fino a 16 miliardi complessivi.

Scenario e possibili sviluppi

La presentazione della lista alternativa da parte di Lovaglio apre uno scenario di forte contendibilità in assemblea. La sua  ricandidatura, dopo l’esclusione dalla lista del CdA, viene descritta come un'uscita dalla porta e un rientro “dalla finestra”, in un passaggio che ricorda Giulio Cesare quando varcò il Rubicone.

L’esito finale resta legato alla composizione delle liste, all’orientamento dei proxy advisor e alle decisioni dei principali azionisti istituzionali.