Delfin, Leonardo Maria del Vecchio verso la scelta dell'advisor per rilevare le quote dei fratelli, possibile leveraged buyout da €9 miliardi

La missione dell'advisor sarà definire il valore congruo delle quote, considerando le diverse metriche di sconto sul Net Asset Value (NAV) tipiche delle holding quotate, e strutturare il pacchetto di finanziamento necessario per liquidare i fratelli

Leonardo Maria Del Vecchio ha avviato la selezione dell'advisor finanziario per concretizzare l'acquisizione delle quote dei fratelli Luca e Paola (pari al 25% totale della holding). L'operazione, gestita tramite il family office Lmdv Capital, punta a una complessa architettura di leveraged buyout stimata in circa 9 miliardi di euro.

Il riassetto della cassaforte lussemburghese Delfin entra nel vivo. Leonardo Maria Del Vecchio, quartogenito del fondatore di Luxottica e attuale Chief Strategy Officer di EssilorLuxottica, ha avviato ’iter per l'acquisizione delle quote dei fratelli Luca e Paola. L'operazione, che riguarda il 25% del capitale totale (12,5% a testa dei fratelli), segnerebbe un punto di svolta dopo anni di stallo ereditario, portando la partecipazione del giovane manager al 37,5% e spostando gli equilibri di potere all'interno della holding Delfin.

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La caccia all'advisor e il risiko dei grandi istituti

Per gestire un'operazione di tale complessità finanziaria, Leonardo Maria Del Vecchio sta selezionando un advisor tramite il proprio family office, Lmdv Capital. La rosa dei candidati comprende dagli americani di Goldman Sachs e Citibank agli europei come Lazard e Rothschild. La missione dell'advisor sarà duplice: definire il valore congruo delle quote, considerando le diverse metriche di sconto sul Net Asset Value (NAV) tipiche delle holding quotate, e strutturare il complesso pacchetto di finanziamento necessario per liquidare i fratelli.

L'architettura del Leveraged Buyout e il nodo del debito

Il valore dell'operazione è imponente: con uno sconto del 20% sul NAV, i due pacchetti potrebbero valere circa 9 miliardi di euro. Per reperire la liquidità necessaria, si ipotizza il ricorso a un consorzio di banche internazionali e al coinvolgimento di fondi di private debt. Tuttavia, la strategia finanziaria poggia su un delicato equilibrio: se l'intervento dei fondi accelera i tempi, il costo del debito rischierebbe di aumentare sensibilmente. L'advisor dovrà quindi ottimizzare un Leveraged Buyout che prevede il rimborso del prestito attraverso il flusso di dividendi di Delfin, una risorsa che attualmente genera oltre un miliardo di utili annui ma che è rimasta congelata per quattro anni a causa dei veti incrociati tra i soci.

Strategia di governance e lo sblocco dei dividendi

Il successo della scalata non è solo una questione di cifre, ma di aritmetica dei voti. Lo statuto di Delfin impone una maggioranza di 6 soci su 8 (il 75% del capitale) per superare il tetto del 10% nella distribuzione degli utili. Acquisendo le quote di Luca e Paola, che in passato si erano opposti all'innalzamento del payout, Leonardo Maria consoliderebbe un asse con gli altri tre soci favorevoli, raggiungendo la soglia necessaria per sbloccare le riserve (stimate in 7 miliardi di euro) e i dividendi futuri. Questo flusso di cassa non servirà solo a ripagare il debito dell'acquisizione, ma anche a garantire a Delfin la liquidità necessaria per proteggere EssilorLuxottica da eventuali diluizioni in futuro.