Banco BPM, fino a 6 posti per le minoranze e lista Cda di 20 nomi; Crédit Agricole al bivio tra "listone" o proposta autonoma

Per garantire trasparenza, l'elenco dei candidati dovrà essere depositato con un anticipo di 40 giorni rispetto alla data dell'assemblea; qualora la lista del board risulti la più votata, si procederà con votazione individuale dei singoli componenti

Banco BPM lavora alla riforma della governance: il nuovo statuto prevede fino a 6 posti per le minoranze (rispetto ai 3 attuali) e una lista del Cda che sale a 20 nomi. La mossa spinge Crédit Agricole, salito oltre il 20%, a decidere se entrare nel "listone" del board o correre in autonomia come socio di minoranza.

L’aggiornamento dello statuto è necessario per allinearsi alle direttive della Legge Capitali, definendo i così i dettagli tecnici che saranno sottoposti al voto dei soci durante la prossima assemblea. L’istituto di Piazza Meda attende ora il via libera definitivo della Banca Centrale Europea sulle modifiche proposte.

Il nuovo peso delle minoranze nel board

L'innovazione più rilevante riguarda la ridistribuzione dei posti all'interno del consiglio di amministrazione. In caso di affermazione della lista presentata dal board uscente, lo spazio riservato alle opposizioni crescerà sensibilmente: grazie all'introduzione di criteri proporzionali basati sulle preferenze ricevute dalle prime due liste perdenti, i rappresentanti delle minoranze potranno occupare da tre a sei seggi. Si tratta di un potenziale raddoppio rispetto ai tre seggi previsti dall'attuale regolamentazione pre-riforma.

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Le possibili mosse dei grandi azionisti

In questo nuovo scenario si inserisce la posizione di Crédit Agricole. La banca francese ha recentemente ottenuto l'autorizzazione per incrementare la propria partecipazione oltre la soglia del 20%, pur mantenendo un profilo non di controllo. La banca si trova ora davanti a un bivio: potrebbe scegliere di confluire nella lista del consiglio uscente, vedendo aumentato il proprio peso specifico interno, oppure agire autonomamente presentando una propria lista nel ruolo di socio di minoranza. 

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Le procedure tecniche e la composizione delle liste

Le modifiche statutarie intervengono anche sulle modalità di formazione e presentazione delle candidature. Il consiglio di amministrazione uscente avrà la possibilità di presentare una lista più ampia, che passerà dagli attuali 15 fino a un massimo di 20 nomi. Per garantire trasparenza e conformità al Decreto Capitali, l'elenco dei candidati dovrà essere depositato con un anticipo di 40 giorni rispetto alla data dell'assemblea. Inoltre, qualora la lista del board risulti la più votata, si procederà con la votazione individuale dei singoli componenti in essa inseriti.