MPS, "long list" da 25 nomi per rinnovo del CdA entro 15 febbraio; Lovaglio parteciperà alle votazioni interne, ma non ai colloqui con soci
Si prevede di blindare la lista del CdA entro i primi giorni di marzo, così da sottoporre i nomi alla BCE per i controlli di onorabilità e professionalità; il documento finale dovrà essere reso pubblico entro il 5 marzo, ovvero 40 giorni prima dell'assemblea
Monte dei Paschi di Siena sta lavorando ad una “long list” composta da circa 20/25 nomi per il rinnovo del CdA, la quale dovrà essere presentata entro domenica 15 febbraio. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio parteciperà attivamente alle votazioni interne per la lista, ma non prenderà parte ai colloqui con i soci.
Il cronoprogramma per il nuovo Board
Il vertice di Monte dei Paschi di Siena ha a disposizione quindici giorni per completare la prima cernita dei profili destinati a comporre la lista del consiglio di amministrazione. Questo passaggio è propedeutico al rinnovo dei vertici fissato per il 15 aprile. Secondo la tabella di marcia stabilita dal comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi, entro il 15 febbraio sarà presentata una "long list" composta da 20-25 nomi, mentre la versione ristretta (short list) dovrebbe essere pronta per la fine dello stesso mese.
Le regole per la selezione e il caso Lovaglio
Le procedure sono state definite ufficialmente durante la riunione del consiglio di mercoledì 28 gennaio, con un focus particolare sulle competenze riservate all'amministratore delegato Luigi Lovaglio. Grazie alla mediazione del presidente Nicola Maione e dello stesso Lombardi, si è giunti a un compromesso unanime: Lovaglio parteciperà attivamente alle votazioni interne per la lista, ma non prenderà parte ai colloqui con i soci. Questa limitazione operativa è stata introdotta per tutelare la banca dalle possibili ripercussioni legate all’indagine della Procura di Milano per presunto aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.
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Advisor e verifiche della vigilanza
Il processo di selezione vede già all'opera la società di head hunting Korn Ferry, mentre resta da valutare l'ingaggio di un consulente per i servizi di sollecitazione. La tempistica prevede di blindare la lista entro i primi giorni di marzo, così da sottoporre i nomi alla BCE per i controlli di onorabilità e professionalità (fit & proper). Il documento finale dovrà essere reso pubblico entro il 5 marzo, ovvero 40 giorni prima dell'assise dei soci. Per le liste alternative, come quella attesa da Assogestioni, il termine scade dieci giorni dopo.
Equilibri interni ed il nodo della leadership
Nonostante il clima di possibile tensione tra l’AD e il consiglio, il presidente Maione punta a una convergenza ampia, con l'obiettivo superare la soglia dei 10 voti favorevoli introdotta dalle recenti norme del Tuf. La riconferma di Lovaglio resta il tema più complesso: sebbene alcuni consiglieri caldeggino una svolta gestionale per superare i contrasti recenti, il banchiere può contare sul supporto del MEF (che controlla 7 membri del board) e di Delfin. Sostituirlo in tempi brevi appare difficile, anche perché Francoforte esige il nuovo piano industriale entro marzo.
Il dossier Mediobanca
Proprio il nuovo piano industriale è l'oggetto di un incontro informale del board previsto per oggi. Le visioni sono divergenti: Lovaglio intende onorare gli impegni assunti durante l’operazione su Mediobanca, che ipotizzava il delisting dell'istituto milanese e la fusione con MPS. Tuttavia, l'operazione appare rischiosa e costosa, considerando che il titolo Mediobanca viaggia su valori massimi (8,7 euro). Nella seduta odierna si affronterà anche il capitolo remunerazioni. In particolare, per il presidente di Mediobanca, Vittorio Grilli, l'orientamento emerso dal comitato specifico è quello di un ridimensionamento: il compenso inizialmente previsto fino a due milioni di euro dovrebbe essere ridotto, stabilizzandosi intorno a un milione.