18 Gennaio 2026
Auto d'epoca
L'Italia ha aggiornato le regole sull'assicurazione auto adeguandosi alla normativa europea. La Rca, Responsabilità Civile Auto, non sarà più obbligatoria per i mezzi non utilizzabili e, inoltre, sono state emesse nuove tutele per i veicoli storici. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo, ora all’esame del Parlamento, che recepisce la direttiva Ue 2021/2118, modificando il quadro dell’obbligo di responsabilità civile per i veicoli a motore.
Uno dei principali chiarimenti riguarda l’ambito di applicazione dell’obbligo assicurativo. Il decreto specifica che non è richiesta la Rca per i veicoli stabilmente non idonei alla circolazione, ossia quelli privi di componenti essenziali che ne impediscono l’uso in modo permanente. Secondo la relazione illustrativa del governo, rientrano in questa categoria soprattutto i mezzi ridotti a rottame o sprovvisti di motore. Restano invece soggetti all’obbligo assicurativo i veicoli ai quali mancano elementi facilmente reinstallabili, come ruote o batterie.
Il provvedimento introduce anche novità per i veicoli d’epoca e di interesse storico. Per questi mezzi sarà possibile adempiere all’obbligo assicurativo con soluzioni diverse dalla tradizionale polizza Rca. In particolare, il premio dovrà distinguere in modo chiaro tra il rischio di circolazione e il rischio di stazionamento, cioè i danni causati da veicoli fermi. L’obiettivo è garantire un adeguato risarcimento anche in caso di sinistri provocati da mezzi esposti in musei o collezioni, come richiesto dalla normativa europea. Nel 2025 risultano registrati in Motorizzazione Civile quasi 310 mila veicoli con Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica, tra auto e moto.
Il decreto apre inoltre alla possibilità di introdurre assicurazioni obbligatorie di durata inferiore all’anno per i veicoli utilizzati solo in determinati periodi. Un successivo decreto ministeriale potrà definire le modalità delle polizze infra-annuali, superando l’attuale vincolo previsto dal Codice delle assicurazioni private, che oggi stabilisce una durata minima annuale del contratto Rca.
Maggiore elasticità è prevista anche per le gare e le competizioni motoristiche. Gli organizzatori potranno scegliere, in alternativa alla Rca tradizionale, una polizza di responsabilità civile generale, più adatta alle specificità degli eventi sportivi.
Il testo rafforza infine il ruolo dell’Ivass, che riacquista competenze di vigilanza sulla banca dati dell’attestato di rischio. All’Istituto viene restituito il potere regolamentare in materia di contenuti aggiuntivi dell’attestazione, durata della validità (non inferiore a 12 mesi), periodo di osservazione del rischio e modalità di accesso e alimentazione della banca dati elettronica.
Il decreto chiarisce che tutte le nuove disposizioni non comporteranno spese aggiuntive per lo Stato. Le attività richieste ai ministeri competenti e all’Ivass saranno svolte utilizzando le risorse già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
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