Eni, niente Groenlandia, il futuro è in Norvegia, 14 nuove licenze per il gas per la strategia italiana nel "manageable Arctic"
Eni, attraverso una società controllata, ha vinto 14 concessioni per l'estrazione di gas in Norvegia, che con l'instabilità in Groenlandia rappresenta il
Dopo aver chiarito di non aver alcun interesse a tornare in Groenlandia, qualunque sia il futuro dell’isola artica, Eni ha ricominciato a concentrarsi sul “manageable Arctic”, in particolare sulla Norvegia, dove una società satellite ha vinto 14 gare per l’assegnazione di licenze estrattive per il gas.
Eni punta sulla Norvegia, vinte 14 gare per il gas
Nell’ultimo round di licenze messe a disposizione dal Ministero dell’Energia norvegese, 57 erano per l’esplorazione di petrolio e gas offshore nel Mare del Nord, nel Mare di Norvegia e nel Mare di Barents. 14 di queste, associate a licenze di produzione, sono state vinte da Vår Energi, società controllata per il 63% da Eni e quotata alla Borsa di Oslo.
Quattro si trovano nel Mare del Nord, sei nel Mar di Norvegia e le rimanenti quattro nel Mare di Barents, il tratto direttamente a nord del punto più settentrionale della penisola scandinava, che la separa dalle isole Svalbard.
Il chief operating officer di Vår Energi, Torger Rød, ha commentato: “Ricevere licenze in tutte le nostre aree chiave sulla piattaforma continentale norvegese in conformità con le nostre priorità è un forte sostegno al ruolo di Vår Energi. L’accesso continuo a nuove aree esplorative è essenziale per mantenere la nostra posizione a lungo termine come fornitore affidabile di energia in un mondo sempre più incerto. Stiamo costruendo un portafoglio diversificato e rafforzando ulteriormente la nostra posizione. Tutte le licenze rilasciate supportano la nostra strategia di crescita a lungo termine e garantiscono la continuità nelle opportunità di maturazione e nella creazione di valore”.
La Norvegia rappresenta la principale fonte di gas per l’Europa e i nuovi progetti esplorativi servono a rallentare l’inevitabile calo della produzione di metano che arriverà nei prossimi anni. Terje Aasland, ministro dell’Energia, ha spiegato: “I nuovi progetti di esplorazione sono necessari per rallentare il calo e garantire il più alto livello possibile di produzione nel tempo”.