Sigarette, da oggi aumento prezzo fino a 30 centesimi a pacchetto dopo rincari in manovra, per lo Stato entrate fino a 1 mld €

Le sigarette aumentano da oggi di 30 centesimi per le accise aggiunte in manovra, che porteranno fino a 1 miliardo in più all'anno nelle casse dello Stato

Oggi, 16 gennaio, verranno applicate le prime accise maggiorate sulle sigarette previste dalla manovra finanziaria del 2026. Gli aumenti arriveranno a 0,30 euro a pacchetto da 20 sigarette e per ciascuno si potrebbe arrivare a pagare fino a 6,80 euro. Per lo Stato si calcolano entrate per 1 miliardo di euro, che vanno ad aggiungersi ai 15 miliardi che già derivano dai tabacchi.

Nuovi aumenti sulle sigarette da oggi

Ad aumentare non saranno soltanto le sigarette, che sono il prodotto a base di tabacco largamente più venduto. Le accise si applicano infatti anche ai sigari e al tabacco trinciato, ma non a quello “riscaldato”. Molte multinazionali stanno convergendo proprio su questo tipo di prodotto, anche per evitare le accise imposte da diversi Stati.

L’obiettivo di questa misura è duplice. Da una parte ha permesso al governo di scrivere a bilancio un’entrata di 900 milioni di euro già a partire da quest’anno. Dall’altra disincentiva ulteriormente l’acquisto di prodotti estremamente nocivi come le sigarette e il resto del tabacco, che ogni anno causano decine di migliaia di morti e malattie croniche in milioni di persone.

Proprio le malattie sono la causa dell’altissimo costo sociale del fumo di tabacco. Il sistema sanitario nazionale infatti deve prendersi cura di tutte le persone che si ammalano a causa sia del fumo attivo, sia di quello passivo.

Questo approccio è criticato da chi sostiene che una tassa del genere debba applicarsi su tutti i “vizi” che comportano alti costi sociali, come le bevande zuccherate o i superalcolici. Da anni però misure come la sugar tax vengono sistematicamente rimandate per la pressione degli esercenti e dei produttori.

Il presidente della Società italiana di medicina ambientale Alessandro Miani ha spiegato: “In molti altri Paesi, infatti, l’idea della sin tax (tassa sui vizi) è stata applicata con successo su diversi prodotti, dai superalcolici alle bevande zuccherate. Questo non solo ha contribuito a ridurre il consumo di tali prodotti, ma ha anche portato a un incremento delle entrate pubbliche, destinate a coprire i costi sanitari associati”.