Groenlandia, Trump vuole petrolio, gas e terre rare ma Eni si tira fuori: "Abbiamo un patto con le comunità, non torneremo"
Eni ha escluso di tornare in Groenlandia, anche nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero tornare sull'isola e iniziare a sfruttare i giacimenti di gas e minerari che si trovano sull'isola
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump insiste sulla Groenlandia. Ha dichiarato apertamente che la Nato dovrebbe aiutare gli Usa ad annetterla per ragioni di sicurezza. La regione dell’Artico nasconde però anche miliardi di dollari in petrolio, gas naturale e terre rare. Il colosso italiano Eni, però, ha già deciso che non parteciperà a nessuna operazione di estrazione sull’isola.
Il tesoro della Groenlandia è anche il gas, ma Eni non parteciperà
Secondo le stime dello US Geological Survey, l’Artico è una delle regioni a maggior potenziale per l’industria estrattiva. In primo luogo, sotto la superficie ghiacciata dell’oceano, ci sarebbero almeno 400 miliardi di barili equivalenti in idrocarburi. Il 70% sarebbe gas naturale e la metà di queste risorse sarebbe nei pressi delle coste siberiane.
Oltre agli idrocarburi, l’Artico nasconde anche moltissimi altri materiali fondamentali per diverse industrie contemporanee. Nella regione si trova il 44% delle riserve mondiali di palladio, catalizzatore fondamentale per il settore chimico, il 13% di quelle di platino e l’11% di quelle di nickel. Inoltre, intrappolate nel terreno della Groenlandia, ci sarebbero 40 milioni di tonnellate di terre rare, elementi fondamentali per la costruzione di magneti e per il “drogaggio” dei semiconduttori.
Sarebbe anche questo tesoro ad attrarre gli Stati Uniti verso l’isola, ma Eni ha già spiegato, in un’audizione alla Camera, di non aver intenzione di tornare a lavorare in Groenlandia: “Esiste dal 2021 una sorta di patto fatto con le comunità Inuit per il divieto di attività di esplorazione e produzione di oil and gas. Le autorità groenlandesi hanno negli anni recenti rigettato formalmente delle proposte di ingaggio di società cinesi. Gli scenari che parlano dell’Artico e delle sue potenzialità sono molto suggestivi, però poi bisogna fare i conti tra la suggestione dei numeri e la sostenibilità economica dell’operazione da fare laggiù”, ha spiegato Lapo Pistelli, responsabile Public Affairs di Eni.