Emanuela Orlandi, interrogato per 7 ore il fotografo Marco Accetti, ascoltato su depistaggi e possibile presenza di complici
Il fotografo romano, in passato indagato per il sequestro di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, era stato descritto dall’ex procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo come una figura che potrebbe anche essere "un serial killer"
Marco Accetti è stato ascoltato giovedì 26 marzo per sette ore dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Emanuela Orlandi, in un’audizione lunga e serrata svoltasi a Palazzo San Macuto. L’interrogatorio, articolato in due fasi da quattro e tre ore, lo ha visto rispondere senza interruzioni a tutte le domande.
Il fotografo romano, in passato indagato per il sequestro di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, era stato descritto dall’ex procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo come una figura che potrebbe anche essere "un serial killer". La sua deposizione arriva a distanza di quasi due anni dall’avvio dei lavori della Commissione.
Emanuela Orlandi, interrogato per 7 ore il fotografo Marco Accetti, ascoltato su depistaggi e possibile presenza di complici
Accetti si è presentato nel primo pomeriggio, entrando da un accesso secondario per evitare giornalisti e fotografi. L’audizione, iniziata alle 13:30, si è protratta fino a sera inoltrata.
Sebbene i contenuti restino coperti da riservatezza, sono filtrate alcune indicazioni sui temi affrontati: depistaggi, incongruenze e la possibile presenza di complici, anche donne, nella "gestione mediatica" del sequestro, tra comunicati e telefonate. Al centro del confronto anche elementi già noti, come la voce attribuita al telefonista "l'Americano" e il flauto consegnato da Accetti, riconosciuto dai familiari.
Nel corso dell’audizione, Accetti ha inoltre depositato un nuovo documento, "Memoria a fini di giustizia", aggiornamento del memoriale del 2013, arricchito con "aggiornamenti" destinati a fornire ulteriori spunti alla Commissione, alla Procura di Roma e alla magistratura vaticana. La scelta di ascoltarlo è maturata dopo approfondimenti sulle vicende a lui collegate e un’analisi del suo profilo, nonostante alcune resistenze politiche.
Il suo legale, Giancarlo Germani, ha sottolineato che Accetti "non vuole passare per mitomane" e avrebbe portato elementi "riscontrati e riscontrabili", pur rimettendo alla magistratura il compito di verificarli. Secondo l’avvocato, il contributo del suo assistito offre uno spaccato e degli spunti utili alla ricostruzione dei fatti, a patto che venga utilizzato "nell'ottica di approfondire e non per una definizione tombale di certe situazioni".