Garlasco, il giudice Vitelli sulla perizia Cattaneo: "Su Stasi problemi di compatibilità temporale e problematicità umana"
A commentare gli ultimi sviluppi sul caso del delitto di Chiara Poggi è stato Stefano Vitelli, il giudice che nel 2009 assolse Stasi in primo grado
Sul delitto di delitto di Garlasco emergono nuovi elementi dopo la perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che potrebbe rimettere in discussione uno dei punti chiave dell’inchiesta: l’orario della morte di Chiara Poggi. Secondo le anticipazioni sulla consulenza, il decesso sarebbe avvenuto più tardi rispetto a quanto finora ipotizzato: "Circa mezz'ora dopo colazione". Un dettaglio non secondario, perché rischia di incidere sulla presenza sulla scena del crimine di Alberto Stasi.
A commentare questi sviluppi è stato Stefano Vitelli, il giudice che nel 2009 assolse Stasi in primo grado.
Garlasco, il giudice Vitelli sulla perizia Cattaneo: "Su Stasi problemi di compatibilità temporale e problematicità umana
Intervenendo in tv, ha ricordato come già allora ci fossero criticità legate ai tempi: i circa 23 minuti a disposizione (al netto del tragitto di ritorno a casa) apparivano insufficienti per un omicidio descritto come complesso e articolato in più fasi. Se l’orario della morte venisse davvero spostato in avanti, ha sottolineato Vitelli, questi problemi di compatibilità diventerebbero ancora più evidenti.
"Oltre alla compatibilità temporale, c’era anche un problema che attiene a una questione di fondo di problematicità umana“, ha spiegato: “Cioè Alberto Stasi avrebbe ucciso Chiara Poggi in un modo così violento e subito dopo, senza soluzione di continuità, si sarebbe messo a guardare due immagini pornografiche e poi a lavorare al credito di imposta, alla sua tesi, aggiustando e correggendo con continuità e con fattiva concentrazione mentale”, ha concluso.
La perizia Cattaneo introduce anche altri elementi: tra questi, la possibilità che la vittima abbia tentato di difendersi e che ci sia stata una colluttazione con l’aggressore. Inoltre, il nuovo inquadramento temporale collocherebbe il delitto circa mezz’ora dopo la colazione.
Se confermata, questa ricostruzione potrebbe avere un impatto rilevante: da un lato rafforzare dubbi già esistenti, dall’altro incidere sulla compatibilità degli alibi e sulla presenza dell’imputato sul luogo del delitto.