Introduzione di Lidia Sella al Convegno “L’aforisma contemporaneo in Italia. Le nuove voci”, promosso e organizzato da AIPLA

L’aforisma è uno fra i più preziosi distillati della mente umana. In una capsula infinitesimale di tempo-spazio racchiude germogli di coscienza, gemme di emozioni, esperienza, riflessione

L’aforisma è uno fra i più preziosi distillati della mente umana. In una capsula infinitesimale di tempo-spazio racchiude germogli di coscienza, gemme di emozioni, esperienza, riflessione. Con un minimo dispendio di energia, tramanda attraverso i millenni pillole di conoscenza. Minuscolo ma potente capolavoro del linguaggio, l’aforisma ha il pregio di colpire nel segno. E, con il suo carico visionario, delinea nuovi orizzonti speculativi. Piccolo fiore letterario che sovente nasce dall’intuizione, tende a sbocciare sul terreno di una vasta cultura. Irradia saggezza, arguzia, sprezzo, disincanto. Di volta in volta tramortisce, sferza, raggela, ironizza o, più semplicemente, ci illumina, svaga e consola.

Una frase concisa, efficace, atta a veicolare un inedito sguardo sulle cose, un’idea fulminante, una verità inesplorata, già di per sé basterebbe forse a comprovare la salute cerebrale di chi l’ha elaborata, quasi quanto un buon encefalogramma.

Però c’è di più. Quando un pensiero originale, limpido, formulato in poche icastiche parole, assurge allo status di aforisma, acquisisce in automatico una propria dignità artistica. In esso la valenza estetica si coniuga allora a un’elevata concentrazione di intelligenza, nel senso etimologico del termine, giacché quella scintilla di ingegno che dall’aforisma si sprigiona ci aiuta a leggere il reale in profondità, e contribuisce così a una maggior comprensione dei meccanismi psicologici che innervano il tessuto sociale e la nostra misteriosa interiorità.

AIPLA, l’Associazione Italiana per l’Aforisma, fondata a Torino nel 2008 dalla Presidente Anna Antolisei, ha avuto il merito di promuovere, diffondere e rivitalizzare la nobile arte dell’aforisma. Anche mediante l’istituzione del premio “Torino in Sintesi”, concorso a carattere internazionale, con cadenza biennale, l’unico in Italia dedicato a questo genere specifico.

Nel Novecento, il Bel Paese ha partorito eccellenti massimatori. Ma il XXI secolo si mostra altrettanto promettente, almeno a giudicare dai frutti che l’albero dell’aforisma italiano ha prodotto nell’arco di questi primi 25 anni appena trascorsi. In particolare, gli aforisti selezionati per il presente convegno sono i più giovani fra i vincitori o i menzionati in seno alle ultime edizioni del “Torino in sintesi”. Sette autori che, con graffiante maestria, si sono fatti interpreti della contemporaneità, pur nel rispetto formale che questa scrittura breve dalle antichissime radici esige. E oggi siamo dunque qui a celebrarne l’acume, l’incisività, lo stile, lo slancio ideale. Grazie a loro, la fiaccola italiana dell’aforisma continua infatti ad ardere. Con la speranza che schiere di futuri letterati contribuiranno a tenerla viva.

Nel Dialogo dei massimi sistemi, Galileo ha scritto: “Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? parlare con quelli che son nell’Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni? e con quale facilità? con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta”. Ecco, il nostro augurio è che, con il ricorso al prodigioso strumento dell’aforisma, il Sapiens non smetta mai di lasciare dietro a sé, lungo gli imprevedibili sentieri del Tempo, micro-cattedrali di significato, lanterne di vocaboli lungimiranti, bianchi sassolini a indicare il cammino etico della nostra civiltà, per tenerla lontana dalla guerra, dalle menzogne del potere, dalla tirannide digitale e finanziaria, dall’inferno dell’omologazione mondialista. E difenderla da chi intende disumanizzarci.

Di Lidia Sella