Processo Petrolini, procura chiede 26 anni di carcere per Chiara: "Due omicidi premeditati, neonati sepolti con lucidità"

Secondo l'accusa Chiara deve essere riconosciuta colpevole di tutti i reati contestati: due omicidi premeditati e due episodi di soppressione di cadavere

La procura di Parma ha chiesto 26 anni di carcere per Chiara Petrolini, la 22enne accusata di aver ucciso e sepolto in giardino i suoi due neonati. La richiesta è arrivata al termine della requisitoria del procuratore Alfonso D’Avino, affiancato dalla pm Francesca Arienti. Secondo l'accusa Chiara deve essere riconosciuta colpevole di tutti i reati contestati: due omicidi premeditati e due episodi di soppressione di cadavere.

Processo Petrolini, procura chiede 26 anni di carcere per Chiara: "Due omicidi premeditati, neonati sepolti con lucidità"

La Procura di Parma ha chiesto la condanna di Chiara Petrolini a 26 anni di reclusione, ritenendo la 22enne responsabile di tutti i reati contestati. I suoi due neonati sono stati sepolti nel giardino di casa a Treversetolo, provincia di Parma, ad un anno e mezzo di distanza l'uno dall'altro, uno a maggio del 2023 e l'altro ad agosto 2024. Per i magistrati ci sono gli elementi per concedere le attenuanti generiche legate alla giovane età e all’immaturità evidenziata nella perizia psichiatrica, che non sono sufficienti a prevalere sulle aggravantima solo a essere considerate equivalenti.

Nel corso della requisitoria, il procuratore D’Avino ha spiegato perché, a giudizio della Procura, non sia possibile ridurre ulteriormente la pena. Al centro della valutazione c’è innanzitutto "la gravità del fatto" e la totale impossibilità di difesa dei due neonati. L'altro punto decisivo è la premeditazione. La decisione sarebbe stata elaborata e portata avanti per mesi, fino a concretizzarsi in due episodi distinti ma simili tra loro. Il procuratore ha sottolineato che il secondo caso rappresenterebbe "la ripetizione del primo".

I pm hanno sottolineato la capacità della giovane di nascondere entrambe le gravidanze e il comportamento successivo ai fatti. È stato ricordato come Chiara abbia continuato a fare la vita che faceva prima, anche i giorni dopo i due episodi. Ha frequentato bar, pizzerie ed è andata anche dall'estetista.

Chiara Petrolini si giustifica: "Non sono una mamma assassina"

La giornata di oggi è stata anche quella in cui Chiara ha rilasciato 7 minuti di dichiarazioni spontanee: "Sono stata anche descritta come un'assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini", ha provato a giustificarsi. "Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro".

E poi: "Dopo il parto fisicamente stavo bene, dentro ero distrutta. Nessuno può capire il dolore di perdere un figlio se non gli è mai successo e non vuol dire niente se il giorno dopo sono uscita, sono andata dall'estetista e ho visto i miei amici. Non vuol dire che io non sia stata male, che non ci sto male per aver perso i miei due bambini. Non importa se il bambino era appena nato, se era una cosa inaspettata, quel bambino era parte di me. Il dolore che si prova è una sofferenza che è difficile da far capire. In molti hanno parlato di me e della mia situazione, ma nessuno ha mai pensato a quello che si prova quando perdi un bambino. Ogni giorno mi alzo con un vuoto che faccio fatica a colmare, mi immagino se fossi qui, oggi come sarebbe, che mamma sarei, mille domande a cui non potrò mai dare una risposta. Col tempo però si prova ad andare avanti con una ferita che però non si è ancora rimarginata, ma che continua a sanguinare ogni giorno".