Niscemi, "sistema militare Usa Muos a rischio collasso strutturale", geologo Casagli: "Impossibile stabilizzare la frana"
Una nuova frana ha colpito il sistema Muos nella giornata di ieri. Questo ha alimento le già presenti preoccupazioni degli attivisti rivolte al sistema Muos che si direbbe a rischio cedimento
Una denuncia del Comitato No Muos è stata mossa proprio nei confronti della condizione in cui si trova il sistema satellitare di natura militare degli Stati Uniti. Secondo gli attivisti, che disapprovano le apparecchiature americane sul suolo siciliano e tutelano l'ambiente, il Muos sarebbe minacciato dal fenomeno naturale che potrebbe tradursi in un suo collasso. In aggiunta, una nuova frana ha colpito ieri la zona adiacente al MUOS, alimentando così la preoccupazione. A sostenere la tesi degli attivisti arriva anche una perizia tecnica che stabilisce come la stabilizzazione dell’area interessata dallo smottamento potrebbe non essere tecnicamente realizzabile.
Niscemi, "sistema militare Usa Muos a rischio collasso strutturale", geologo Casagli: "Impossibile stabilizzare la frana"
Il rapporto è stato redatto da un gruppo di geologi dell’Università di Firenze coordinato da Nicola Casagli, presidente dell’OGS e tra i principali esperti italiani di instabilità del terreno e rischi geologici. L’analisi riguarda la grande frana che ha colpito l’area il 25 gennaio causando danni stimati in circa due miliardi di euro e che continua a rappresentare una minaccia per il territorio. Secondo Casagli, la situazione geologica rende estremamente complessa qualsiasi intervento definitivo. Il geologo ha spiegato che "non vi è una soluzione possibile per stabilizzare la frana", sottolineando come il contesto idrogeologico della zona renda molto difficile mettere in sicurezza l’intero versante.
La questione tocca anche il MUOS di Niscemi, il sistema di comunicazione satellitare della marina statunitense gestito dalla Us Navy dalla base di Sigonella. L’impianto è composto da tre grandi parabole e decine di antenne e rappresenta uno dei quattro nodi della rete globale utilizzata dall’esercito americano per coordinare comunicazioni militari, movimenti di droni e traiettorie di velivoli. Secondo il comitato locale, il rischio principale riguarda un eventuale abbassamento del terreno che potrebbe modificare l’inclinazione delle antenne. Una variazione della loro posizione potrebbe ridurre il raggio delle parabole e avere effetti diretti sull’area circostante. Da menzionare sono anche i lavori compiuti anni fa dagli americani che fa pensare come avessero già intuito cosa sarebbe successo in futuro. Oggi sembra che nemmeno il loro tentativo di "contenere i fenomeni erosivi" favorendo il "corretto deflusso delle acque superficiali" abbia funzionato.
Tuttavia, al momento non risultano segnalazioni ufficiali di malfunzionamenti del sistema. Le informazioni disponibili non indicano anomalie operative del nodo terrestre né problemi alla rete di comunicazione. Tuttavia, per valutare con precisione la situazione sarebbero necessari controlli indipendenti, l’aggiornamento dei dati topografici e una relazione tecnica dettagliata sulle strutture di contenimento.