Chi è Veruska d'Angelo, l'assistente sociale della famiglia nel bosco denunciata per negligenza: "Ostile, viola codice deontologico"
Secondo i genitori Nathan e Catherine la professionista si sarebbe avvicinata al caso già con un atteggiamento prevenuto basato su un orientamento ideologico
Al centro della vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli c’è Veruska D’Angelo, l’assistente sociale incaricata dal Tribunale di seguire il caso e curare i diritti dei tre figli minori. I genitori Nathan e Catherine hanno presentato a fine gennaio un esposto contro la professionista accusandola di negligenza, scarsa imparzialità e atteggiamenti ostili, chiedendo la sua rimozione dall’incarico. Secondo la difesa della coppia, l’operatrice avrebbe gestito il proprio ruolo con un approccio poco professionale e in violazione del codice deontologico.
Chi è Veruska d'Angelo, l'assistente sociale della famiglia nel bosco denunciata per negligenza: "Ostile, viola codice deontologico"
La professionista opera all’interno dei servizi sociali territoriali e fa capo all’Ente d’Ambito Sociale di Monteodorisio, organismo che coordina le attività socioassistenziali dei comuni della zona, tra cui anche Palmoli. Il suo incarico non è quello di svolgere una perizia sui genitori, ma di osservare la situazione familiare, redigere relazioni e fornire elementi utili ai giudici per valutare le condizioni dei minori e le eventuali misure di tutela.
Secondo i legali, il comportamento dell’assistente sociale mostra elementi di pregiudizio e mancanza di equidistanza, condizioni che compromettono la correttezza dell’incarico. Tra le contestazioni compare anche il numero limitato di incontri avuti con la famiglia dopo l’allontanamento dei minori. In diverse settimane, secondo la difesa dei Trevallion, gli incontri tra l’operatrice, i genitori e i figli sono stati soltanto cinque.
Proprio il modo in cui questo ruolo é stato esercitato ha portato alla denuncia presentata dai legali della coppia, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che hanno depositato un esposto all’Ordine degli assistenti sociali e all’ente regionale competente. Nel documento si sostiene che la professionista “non ha mantenuto l’imparzialità richiesta dal ruolo” e che nei confronti della famiglia Trevallion ha assunto un atteggiamento “ostile” soprattutto dopo il trasferimento dei bambini deciso dall’autorità giudiziaria. Nel mirino della denuncia finisce anche una relazione redatta dall’assistente sociale nei mesi precedenti. In quel documento si afferma che “privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva rappresenta una adulterazione che deve portare alla difesa dei diritti dell’infanzia”. Per la difesa dei Trevallion questa affermazione dimostrerebbe un approccio da “censore” nei confronti della famiglia e una valutazione già orientata prima ancora della conclusione delle verifiche.
Tra gli aspetti contestati c’è anche la presunta violazione del principio di riservatezza, perché l’assistente sociale avrebbe rilasciato dichiarazioni alla stampa durante la gestione della vicenda. L’esposto depositato dagli avvocati dei genitori é statp archiviato solo cinque giorni dopo poiché secondo l'Ente d’Ambito sociale Veruska D’Angelo ha “agito correttamente”.