Famiglia nel bosco, motivazioni giudici su separazione mamma da figli: “Condotta ostile”, Meloni: “Decisione ideologica”

Meloni ha reagito con indignazione alla decisione del tribunale scrivendo sui social come le ultime notizie sulla famiglia Trevallion l'abbiano lasciata "senza parole”

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di separare i tre figli della cosiddetta famiglia nel bosco dalla madre Catherine Birmingham, disponendo l’allontanamento della donna dalla casa famiglia di Vasto. Alla base del provvedimento ci sarebbero soprattutto le valutazioni dei servizi sociali e degli educatori della struttura, che descrivono la donna come “ostile e squalificante” e accusano il suo comportamento di influenzare negativamente i bambini. La decisione ha scatenato una dura e giustificata reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale ha attaccato i giudici parlando di una "scelta ideologica" che la lascia “senza parole” e sostenendo che “i figli non sono dello Stato”.

Famiglia nel bosco, motivazioni giudici su separazione mamma da figli: “Condotta ostile”, Meloni: “Decisione ideologica”

La decisione è arrivata proprio mentre erano in corso le consulenze tecniche sui genitori e alla vigilia delle valutazioni sui bambini, prima della perizia psichiatrica. A pesare nella scelta dei giudici è stata soprattutto la relazione degli educatori della casa famiglia e dei servizi sociali. Nel documento si legge: "Catherine sarebbe spesso ostile e squalificante, deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e le nostre spiegazioni”. Secondo la ricostruzione contenuta nelle motivazioni, la donna non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini”, che a loro volta manifesterebbero rabbia e frustrazione perché vorrebbero tornare alla vita precedente.

La scelta è stata contestata fortemente sia dai difensori della coppia che dal premier Meloni. L’avvocata Danila Solinas ha parlato di “un colpo di teatro”, mentre secondo i legali la scelta rischia di provocare un nuovo trauma ai bambini, già separati dal padre nei mesi scorsi. La premier ha definito il provvedimento un trauma ulteriore per i bambini, già separati dal padre, e ha accusato i magistrati di voler imporre uno stile di vita. Nel suo messaggio ha affermato che non è compito della giustizia sostituirsi ai genitori e decidere come vadano educati i figli” e ha ribadito che “i figli non sono dello Stato”. Meloni ha inoltre sollevato dubbi sulle conseguenze psicologiche per i minori, ricordando che consulenze indipendenti avrebbero già segnalato una condizione di disagio e sofferenza. Anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei genitori, ha criticato duramente la decisione e il ruolo dei servizi sociali.

In aggiunta alle critiche sul comportamento della madre, tra i punti evidenziati dal tribunale c’è anche una presunta violazione dell’obbligo di istruzione. I giudici parlano di “grave lesione del diritto all’istruzione, Catherine ha intenzionalmente violato l’obbligo di istruire la figlia in età scolare . La madre avrebbe posticipato l'ingresso della figlia a scuola poiché sostiene che il cervello dei bambini é pronto all’apprendimento solo dopo i sette anni e attraverso l’esperienza diretta nella natura.