Garlasco, Sempio: "Lo scontrino del parcheggio di Vigevano l'ho fatto io, non è un alibi falso, i testimoni dicono balle"
In merito alle indiscrezioni sulla nuova perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, che ipotizzerebbe un diverso orario dell’omicidio, Sempio ribadisce: "Io ho raccontato quello che ho fatto quella giornata, l'orario può cambiare come vuole, io ho detto come è andata, non cambio versione"
"Ribadisco, quello scontrino l'ho fatto io. Testimoni che dicono che me l'hanno dato, che sanno, che me l'ha passato qualcun altro, li vorrei vedere. Se ci sono, dicono balle". Andrea Sempio conferma la propria versione e continua a difendere l’alibi relativo alla sera dell’omicidio di Chiara Poggi, la studentessa uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco.
Intervistato da Nicola Porro durante la trasmissione Quarta Repubblica, Sempio mette in dubbio l’esistenza stessa dei presunti testimoni: "Se ci sono, perché nei mesi questo testimone è già cambiato più volte: prima ce n’era uno, poi c'è stata la storia del Vigile del Fuoco, poi lo scontrino è diventato falso, poi è diventato vero ed è tornato il Vigilie del Fuoco, poi l'ultima è che è stato un mio parente. Anche questo discorso della persona che è stata sentita due volte, per me è una delle tante indiscrezioni che gira. Il punto è, come vi ho detto, che quello scontrino l'ho fatto io".
Garlasco, Sempio: "Lo scontrino del parcheggio di Vigevano l'ho fatto io, non è un alibi falso, i testimoni dicono balle"
In merito alle indiscrezioni sulla nuova perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, che ipotizzerebbe un diverso orario dell’omicidio, Sempio ribadisce: "Io ho raccontato quello che ho fatto quella giornata, l'orario può cambiare come vuole, io ho detto come è andata, non cambio versione".
Infine, alla domanda se abbia mai pensato che Alberto Stasi sia stato condannato ingiustamente, Sempio risponde: "Quello non lo so, di sicuro però posso parlare a livello mediatico: anche lui ai tempi, prima ancora di essere condannato, ha vissuto la gogna mediatica e il fatto di essere additato come colpevole - conclude -. È una cosa che non dovrebbe succedere in ogni caso, anche se poi, nel tempo, c'è stata la sua condanna".