Cinturrino "chiedeva soldi e droga a pusher disabile, lo ha preso a martellate, era ossessionato da Mansouri", le accuse dei colleghi

Alcune ricostruzioni dei colleghi di Cinturrino, considerate come "infamanti" dal 42enne per cui è stato disposto l'arresto

Carmelo Cinturrino avrebbe chiesto soldi e droga ad un pusher disabile, e lo avrebbe anche preso a martellate. È questa una delle accuse che i colleghi del poliziotto hanno mosso durante gli interrogatori a "Thor", come veniva chiamato l'agente accusato dell'omicidio a Rogoredo di Abderrahim Mansouri. Gli stessi colleghi raccontano che Cinturrino avrebbe avuto un'"ossessione" per la vittima. "Zack era il capo della piazza e in più occasioni mi ha detto che gli era scappato e che andava preso", ha raccontato uno degli agenti.

Cinturrino "chiedeva soldi e droga a pusher disabile, lo ha preso a martellate, era ossessionato da Mansouri", le accuse dei colleghi

Continua a tenere banco il caso dell'arresto di Carmelo Cinturrino. Durante uno degli interrogatori è venuto fuori il presunto comportamento dell'agente verso l'ucraino V.P.un 50enne disabile in carrozzina: "Con lui era diventato un accanimento. Diverse volte Cinturrino lo ha indagato, ma spesso si sfogava con lui. Gli alzava le mani, è capitato anche che ha usato il martello con lui, ma non ricordo l’occasione specifica. Gli chiedeva soldi e droga. Dato che P. mentiva, se la prendeva con lui, martellate, schiaffi".

Adesso gli inquirenti stanno cercando il disabile per capire se sono vere le ricostruzioni dei poliziotti. Allo stesso tempo, Cinturrino aveva una vera e propria ossessione per Mansouri, raccontano gli agenti: "Lo voleva prendere. Ogni tanto si coordinava con l’ispettore e si cercava di prendere Zack: ogni tanto non è venuto, ogni tanto è scappato. Zack era il capo della piazza e in più occasioni mi ha detto che gli era scappato e che andava preso".

Cinturrino: "Infamie dai colleghi"

In un passaggio dell'interrogatorio di ieri, davanti al gip, l'agente accusato dell'omicidio di Mansouri ha dichiarato: "Smentisco ogni infamità che hanno tirato fuori". Per il gip Domenico Santoro queste parole del 41enne "dirette a qualificare come infamanti le affermazioni dei colleghi", cozzano con altre testimonianze "rese dagli altri operatori del Commissariato" Mecenate.