Bimbo con cuore "bruciato", salgono a 7 gli indagati: Procura chiede incidente probatorio, avv. Petruzzi: "Si poteva posticipare espianto"
Il pubblico ministero ha avanzato richiesta di incidente probatorio alla Procura partenopea, che ora sarà valutata dal gip del Tribunale di Napoli. Il legale chiede riqualificazione del reato: da omicidio colposo a omicidio volontario, mentre si allunga la lista degli indagati
Salgono a sette ora i sanitari indagati per il drammatico caso del trapianto di cuore fallito, lo scorso 23 Dicembre, sul piccolo Domenico, morto sabato 21 Febbraio dopo mesi passati attaccato all'Ecmo presso l'Ospedale Monaldi di Napoli. Le indagini sull'accusa che ora si ipotizza essere di omicidio colposo, procedono serrate: la Procura partenopea ha richiesto al giudice per le indagini preliminari di procedere con l'incidente probatorio al fine di assumere, soprattutto in sede autoptica, le prove necessarie a ricostruire il quadro, le tempistiche di espianto, le condizioni dell'organo cardiaco trapiantato nonostante fosse irrimediabilmente danneggiato.
Bimbo con cuore "bruciato", salgono a 7 gli indagati: Procura chiede incidente probatorio, avv. Petruzzi: "Si poteva posticipare espianto"
È una dirigente medico dell'Ospedale Monaldi di Napoli la settima indagata che si aggiunge oggi alla lista di indiziati su cui stanno investigando gli inquirenti. Oltre a lei, accusati di omicidio colposo sono anche Guido Oppido, responsabile del reparto di Cardiochirurgia pediatrica, Francesca Blasi, anestesista Uoc Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite, Mariangela Addonizio ed Emma Bergonzoni, cardiochirurghe, Gabriella Farina, cardiochirurga e responsabile dell'espianto organo, e Vincenzo Pagano, cardiochirurgo e membro dell'équipe espianto. Su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, la Procura di Napoli ha così inviato al tribunale partenopeo la richiesta di procedere d'ufficio all'incidente probatorio, richiesta che dovrà essere valutata dal gip nei giorni a venire.
Le motivazioni addotte all'incidente probatorio riguardano la verifica dell'applicazione delle linee guida così come da protocollo fornite, circa il prelievo, il trasporto e il trapianto del cuoricino danneggiato. Sarà necessario anche porre al vaglio le esatte condizioni in cui verteva l'organo al momento del trapianto, capire se l'intervento di espianto è stato autorizzato ed eseguito considerate le giuste modalità e i tempi di arrivo e presentazione in sala dell'équipe. Il legale della famiglia del piccolo Domenico, l'avvocato Francesco Petruzzi ha avanzato alla Procura di riqualificare il reato in omicidio volontario, a cui si aggiungerebbe il dolo eventuale per la "condotta omissiva portata in essere dopo la fallita operazione, e il fatto che fino al 6 febbraio non sia stato fatto praticamente nulla per valutare delle ipotesi di terapie alternative".
L'avvocato Petruzzi intanto ha ribadito un punto su cui bisognerà fare ulteriore luce nel corso dell'inchiesta: e cioè che "Il momento dell'espianto poteva essere posticipato, in quanto Domenico non era un bambino moribondo. Domenico era affetto da una patologia ma attendeva un cuore da due anni e ne poteva aspettare anche altri due".