Bimbo con "cuore bruciato" in arresto cardiaco, madre chiamata in ospedale all'alba: "Condizioni del piccolo critiche, è in sedazione profonda"

Il bimbo è in terapia intensiva al Monaldi, sedato e collegato all’Ecmo per insufficienza cardiaca: quadro gravissimo dopo il trapianto di dicembre

Le condizioni del piccolo Domenico, il bimbo che ha subito un trapianto di cuore con un organo "bruciato" e quindi fallito, sarebbero ormai critiche: il piccolo sarebbe in arresto cardiaco. La mamma del bambino, Patrizia Mercolino, sarebbe stata chiamata stamattina all'alba, nemmeno alle 5.00, dall'ospedale Monaldi, che le avrebbe chiesto di recarsi lì a causa della situazione disperata di Domenico. Il bambino, di soli 2 anni, si troverebbe in stato di sedazione profonda ed è sottoposto solo a cure palliative e terapia del dolore.

Bimbo con "cuore bruciato" in arresto cardiaco, madre chiamata in ospedale all'alba: "Condizioni del piccolo critiche, è in sedazione profonda"

Non erano ancora le cinque del mattino quando il telefono di mamma Patrizia ha squillato: "Signora, venga in ospedale". All’Ospedale Monaldi la notte è stata lunga e difficile: le condizioni di Domenico, il bambino sottoposto a trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre, si sono improvvisamente aggravate, portandolo a un arresto cardiaco.

Il piccolo si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva di cardiochirurgia. Secondo quanto trapela da fonti sanitarie, il quadro clinico è definito “estremamente delicato”. Il cuore trapiantato, già compromesso nelle settimane precedenti, sta mostrando segni di insufficienza severa. I medici hanno dovuto ricorrere al supporto meccanico con Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana), una macchina che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e polmonare per garantire ossigenazione e circolazione del sangue. Domenico è sedato e non è cosciente: la sedazione profonda è necessaria per consentire al dispositivo di lavorare riducendo lo stress sull’organismo.

La situazione resta instabile. I parametri vitali sono costantemente monitorati e nelle ultime ore si sono registrate fluttuazioni della pressione e della funzionalità cardiaca residua

Secondo quanto emerso, il cuore trapiantato sarebbe stato danneggiato durante il trasporto, poiché entrato in contatto diretto con ghiaccio secco. Un dettaglio tecnico che ora pesa come un macigno e che potrebbe avere inciso in modo determinante sulla tenuta dell’organo. Accanto alla famiglia è arrivato l’avvocato Francesco Petruzzi, segno della volontà di fare piena luce sulla catena di conservazione e consegna dell’organo. Al capezzale del bambino è giunto anche il cappellano dell’ospedale, padre Alfredo Tortorella.