Bimba morta a Bordighera, autopsia accerta "trauma cranico e lesioni diffuse su dorso, addome e gambe", da chiarire la causa del decesso
Dai primi risultati autoptici condotti sul corpo della piccola Beatrice emerge un quadro di "lesioni diffuse" che non è chiaro se siano dovute interamente ad atti di percossa o a cadute. La causa del decesso potrebbe inoltre essere collegata ad un insieme di fattori
La piccola Beatrice, la bimba di appena due anni trovata morta nel suo appartamento lo scorso 9 Febbraio, ha riportato un trauma cranico, nonché numerose lesioni su dorso, addome e gambe: un quadro di ecchimosi diffuse probabilmente dovute all'azione di un oggetto contundente. Sono questi i risultati a cui finora gli esami autoptici condotti oggi, 16 Febbraio, sul corpo della bambina, hanno condotto. Rimane tuttavia ancora da chiarire l'effettiva causa del decesso, sebbene gli inquirenti non escludano che si possa trattare di una convergenza di fattori.
Bimba morta a Bordighera, autopsia accerta "trauma cranico e lesioni diffuse su dorso, addome e gambe", da chiarire la causa del decesso
Proseguono le indagini sulla morte della piccola di due anni trovata senza vita nel suo lettino a Bordighera (Imperia) con numerosi lividi sul corpo. La madre della bimba, Manuela Aiello, resta in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale, mentre anche il compagno - da cui la donna attendeva la separazione - si trova ora indagato a piede libero con lo stesso capo d'accusa. Oggi, poco dopo le ore 14, si è conclusa l'autopsia della piccola Beatrice per chiarire il quadro di quanto accaduto. Sebbene al momento non sia ancora stato possibile risalire all'esatta causa del decesso, il quadro emerso dagli esami condotti è drammatico: Beatrice ha riportato un trauma cranico che potrebbe avere originato la successiva emorragia cerebrale. Ma nel suo corpo emergono anche segni di ecchimosi e lesioni diffuse su dorso, gambe e addome, segno che la piccola sarebbe stata percossa da corpi contundenti.
Gli inquirenti parlano di 6 ore, forse meno, durante le quali sarebbe avvenuta la morte della bimba; pure resta da accertare se le lesioni siano riconducibili interamente ad atti di violenza o se non vi sia stata anche una caduta. E la caduta era stata proprio la prima causa additata dalla madre circa la morte della figlia: in una primissima ricostruzione - poi smentita quasi subito - Manuela Aiello aveva appunto parlato di una caduta accidentale giù dalle scale, avvenuta qualche giorno prima e che avrebbe causato a Beatrice la successiva crisi respiratoria e collasso cardiaco.
Le ricostruzioni degli inquirenti però hanno evidenziato un quadro ben più complesso. Beatrice sarebbe morta, con tutta probabilità, tra l'8 e il 9 Febbraio, quando la donna era a casa del compagno con le altre due figlie a Perinaldo. Quando la donna, tornata a Bordighera, ha chiamato i soccorsi, per il gip la piccola era già morta da diverse ore. A supporto di questa ricostruzione vi sarebbero le prove di videosorveglianza che indicano come la donna abbia effettuato spostamenti in macchina. La figlia, già "deceduta da sei/otto ore" ricostruisce il gip Massimiliano Botti, sarebbe quindi stata caricata in macchina e spostata da Perinaldo a Bordighera: "Appare inverosimile che nel prelevare dal letto, nel metterla in macchina, nel riprenderla in braccio nel momento dell'arrivo a casa e nel metterla nella culla non se ne sia resa conto". Quanto emerge, prosegue il giudice, evidenzia come la madre "fin dall'inizio ha proferito una serie di menzogne, nel tentativo di sottrarsi all'accertamento dei fatti".